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Roberto Mancini nelle carte del processo al Manchester City: ecco perché

di Lorenzo Pastugliavenerdì 2 ottobre 2026
Roberto Mancini nelle carte del processo al Manchester City: ecco perché

2' di lettura

Roberto Mancini torna al centro della storia del Manchester City proprio mentre la Premier League chiude il primo capitolo del procedimento disciplinare contro il club. Nelle 40 pagine della decisione della commissione indipendente compare infatti il caso di un allenatore in panchina tra il 2009 e il 2013, periodo che coincide con l’esperienza inglese dell’attuale commissario tecnico dell’Italia. Il suo nome non viene mai riportato, ma l’identikit porta proprio a Mancini.

Il riferimento riguarda le violazioni delle regole P.7 e P.8, legate ai contratti del manager. Secondo la commissione, circa 10 milioni di euro, al cambio attuale, sarebbero stati corrisposti attraverso un secondo accordo con Al Jazira Sports and Cultural Club, società riconducibile allo sceicco Mansour, proprietario del City. Mancini avrebbe svolto attività di consulenza, ma per la commissione quell’accordo era fittizio e serviva a far risultare nei bilanci del Manchester City costi inferiori rispetto a quelli realmente sostenuti.

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Il meccanismo si inserisce nel quadro più ampio delle accuse rivolte al club: fondi privati della proprietà di Abu Dhabi sarebbero stati fatti passare attraverso contratti di sponsorizzazione, consentendo al City di alleggerire i costi contabilizzati e aggirare le regole finanziarie della Premier League. Il caso Mancini viene quindi indicato come uno degli esempi di questo sistema. 

Sul campo, il tecnico era arrivato a Manchester alla fine del 2009, prendendo il posto di Mark Hughes. Nel 2012 conquistò la Premier League con il celebre 3-2 al QPR, deciso dal gol di Aguero al 93' minuto. Durante la sua gestione arrivarono anche David Silva e Yaya Touré, pedine fondamentali della successiva epopea del club. La decisione, però, non attribuisce responsabilità disciplinari a Mancini: il procedimento riguarda il Manchester City e l’allenatore non era parte del processo. Resta eventualmente un distinto tema fiscale sui pagamenti, ma è un fronte separato dalle contestazioni della Premier League.

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