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Djokovic interrompe il discorso dopo aver vinto Pechino: cosa è successo

di Lorenzo Pastugliamercoledì 7 ottobre 2026
Djokovic interrompe il discorso dopo aver vinto Pechino: cosa è successo

2' di lettura

Novak Djokovic si ferma a metà frase, cambia espressione e torna indietro. Ha appena vinto il 102° titolo della sua carriera, il settimo a Pechino, ma durante la premiazione si accorge di aver commesso una dimenticanza. Alex de Minaur, costretto al ritiro per un problema alla coscia sinistra dopo aver perso il primo set al tie-break, non era ancora stato nominato. E Djokovic interrompe il proprio discorso per rimediare. "Mi sono appena reso conto che è stato maleducato da parte mia non iniziare con Alex e la sua squadra. Complimenti per la fantastica settimana, e mi dispiace davvero per il modo in cui hai dovuto finire oggi. Spero davvero che tu possa riprenderti rapidamente. Sei sicuramente uno dei giocatori più entusiasmanti da vedere sul circuito e ti auguro di cuore tutto il meglio per quest'anno e per gli anni a venire". 

Un momento spontaneo che ha cambiato il tono della cerimonia, dopo una prima parte dedicata soprattutto alla soddisfazione del serbo. La finale era infatti finita in modo improvviso. Djokovic aveva conquistato il primo set 7-6, poi de Minaur ha provato a proseguire, ma dopo aver tenuto il servizio sullo 0-1 ha dovuto arrendersi all'infortunio. Per il serbo è arrivato così il primo trofeo del 2026 e la conferma di un dominio assoluto a Pechino: 34 vittorie in altrettante partite disputate nel torneo.

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Il successo ha un significato particolare anche per la sua età. A 39 anni Djokovic continua a vincere e porta a 21 le stagioni consecutive con almeno un titolo in singolare. "So che quando mi sento bene e colpisco bene la palla posso ancora competere ai massimi livelli. E questa settimana ne è stata la dimostrazione, sono molto orgoglioso”. Poi il ringraziamento alla squadra, per un anno tutt'altro che semplice: "Sanno cosa abbiamo passato negli ultimi anni, in particolare quest'anno. Questo trofeo significa molto di più di un semplice trofeo o di un singolo torneo per tutti noi. Quindi sono davvero felicissimo per questo".

Infine il pubblico di Pechino, ormai una certezza per Djokovic: "Non otterrei risultati così grandi in un posto in cui non mi sento particolarmente bene, mi sento davvero come a casa mia". Il serbo aveva già vissuto una semifinale surreale contro Medvedev, terminata con la squalifica del russo. La finale ha avuto un altro epilogo inatteso. Ma stavolta Djokovic ha voluto soprattutto ricordare chi non ha potuto terminarla.

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