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Follia nel bolognese: tanti islamici, partite rinviate per Ramadan

di Massimo Sanvitogiovedì 12 marzo 2026
Follia nel bolognese: tanti islamici, partite rinviate per Ramadan

4' di lettura

In principio furono le scuole, tra lezioni sospese, merende vietate all’intervallo e interrogazioni congelate, poi toccò alle strade chiuse per motivi religiosi, e infine al calcio. Quando il Ramadan arriva, arriva... E cristiani, buddisti, induisti - insomma: tutti tranne i musulmani- devono fare un passo indietro e adeguarsi al Corano.

Succede che a Casalecchio di Reno, paesone in provincia di Bologna, la locale società di pallone, la Real Casalecchio, chiede e ottiene dalla Federazione di posticipare le gare della squadra juniores (ragazzi tra i 17 e i 18 anni) per consentire a quattro suoi ragazzi - provenienti da Marocco, Nigeria, Tunisia e Mali - di poter seguire alla lettera i dettami del mese sacro all’islam. Ovvero bere e mangiare dopo il tramonto. Da qui l’idea di giocare le cinque partite in programma a marzo alle 18.30 e non alle 17.15 come previsto da calendario, in modo da farli rifocillare prima di mettere piede sul rettangolo verde. «Una richiesta nata spontaneamente e fondata sul rispetto reciproco, per andare incontro alle diverse esigenze», spiega al Resto del Carlino l’allenatore Gianni Gandolfi.

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PASSO INDIETRO

«Per questi ragazzi il Ramadan è un momento importante e non volevamo che ci fossero ostacoli che potessero metterli in difficoltà con la loro ordinaria attività agonistica, così ci siamo attivati per far coincidere gli orari delle prossime partite», aggiunge.

E ancora: «Non dimentichiamoci che lo sport è uno strumento fondamentale per trasmettere messaggi di integrazione e rispetto». Condividiamo le parole del mister e appunto per questo ci chiediamo che inclusione possa essere quella che prevede che la maggioranza si adegui alla minoranza per di più nel proprio Paese.

Liberi i giovani calciatori della Real Casalecchio di fare il Ramadan, ci mancherebbe altro, ma perché una scelta personale dovrebbe incidere sul regolare svolgimento di un evento? Sia chiaro: posticipare di un’oretta una partita non è la fine del mondo. Ma il messaggio che passa non è “evviva l’integrazione!”, come si ostina a fare da sempre la sinistra, semmai è quello di un’altra pericolosa resa dinnanzi all’islam.

«Lo abbiamo chiesto alla Figc, hanno capito le nostre esigenze e lo spostamento è stato fatto. Viviamo in una società multietnica. Non si può non dare la possibilità a chi ha una religione diversa da quella cattolica di giocare e di avere una tutela sanitaria. Io ne sono anche responsabile», dice la presidentessa Francesca Bertacchi. «Lo sport è uno strumento fondamentale per insegnare il rispetto reciproco ed è importante trasmettere messaggi di questo tipo. Ogni giorno vogliamo coltivare un forte spirito di gruppo, sia nelle cose più grandi che in quelle più piccole», aggiunge.

Alla Real Casalecchio, per fare un altro esempio, la tradizionale cena societaria di Natale prevede anche menù specifici per gli atleti musulmani. Chissà se a parti invertite, durante l’Iftar, ovvero lo spezzamento del digiuno in tempo di Ramadan, gli islamici permetterebbero mai ai cattolici di mangiare carne di maiale... Così, a occhio, diremmo di no.

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LA STRADA CHIUSA...

Sempre nel bolognese, a una ventina di minuti di strada, a Bazzano (frazione di Valsamoggia), chi ha la sfortuna di vivere o lavorare nei pressi di via Provinciale Est è costretto al giro dell’oca per rientrare a casa o per uscire dall’ufficio. Un’ordinanza del Comune (datata 12 febbraio), a trazione Pd, ha vietato il transito (e la sosta) a veicoli e pedoni dalle 19.45 alle 22.45 per consentire ai fedeli di Allah - sono almeno cinquemila quelli del circondario- di celebrare in tutta tranquillità il Ramadan nella moschea gestita dall’Associazione Islamica Valsamoggia: dal 18 febbraio al 20 marzo, ovvero per tutto il mese sacro.

«Una festa di pace e serenità che coinvolge tante famiglie con bambini. Gli screzi si verificano solo con un paio di soggetti, che hanno percorsi alternativi per tornare a casa», dice sempre al Carlino Yassine Lafram, presidente della Comunità islamica di Bologna e fiero partecipante della Flotilla. I residenti, però, non sono dello stesso avviso. «Alla sera per rientrare a casa devo fare lunghe litigate con gli addetti alla sicurezza che, con la pettorina gialla, non fanno passare nessuno, mettendo le auto di traverso», spiega uno di loro. «Non è la prima volta che succedono questi inconvenienti, li segnalai anche lo scorso anno.

Risultato: il Comune ammise che non c’era alcuna ordinanza di divieto di transito a mezzi e pedoni e certificò che era tutto regolare, che non c’erano persone con la pettorina che impedivano il passaggio a chi non partecipava al Ramadan. Solo che i controlli li avevano fatti prima delle 19.15, quando i maggiori flussi alla festa musulmana si verificavano nelle ore serali», il commento di Luigi Gandolfi, del gruppo consiliare “Insieme per il Cambiamento” di Valsamoggia. Bolognabad, anno 2026.