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Giorgia Meloni, nuovo successo in Ue sui migranti: "Lo avevamo promesso e l'abbiamo fatto"

mercoledì 17 giugno 2026
Giorgia Meloni, nuovo successo in Ue sui migranti: "Lo avevamo promesso e l'abbiamo fatto"

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Giorgia Meloni porta a casa un altro successo: il via libera dal Parlamento Ue alle nuove norme sui rimpatri. "Oggi l'Italia ha ottenuto un grande successo in Europa, il Parlamento europeo ha approvato il nuovo regolamento europeo sui rimpatri, un provvedimento storico, frutto soprattutto del lavoro del governo italiano che ci consente di rimpatriare velocemente chi non ha titolo a stare nell'Unione Europea. Il regolamento prevede tra l'altro anche la possibilità di aprire centri di rimpatrio nei paesi terzi, quindi di fatto seguendo la strada aperta dal governo italiano con il protocollo con l'Albania, una soluzione innovativa che la sinistra italiana ed europea ha tentato di contrastare in ogni modo, ma che grazie a questo governo è diventato oggi uno strumento a disposizione dell'Europa intera".

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 In un video sui social la presidente del Consiglio, impegnata a Evian nell’ultima giornata del G7, commenta la novità: "Difendere i confini, ridurre drasticamente gli sbarchi, combattere i trafficanti di esseri umani, rimpatriare subito chi non ha titolo a stare da noi. Avevamo promesso agli italiani che avremmo cambiato l'Europa e lo abbiamo fatto, con coraggio, con pazienza, con determinazione, perché la nostra bussola è chiara, rispettare il programma votato dai cittadini punto per punto, non ci fermeremo, andremo avanti così". 

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Il regolamento mira ad accelerare le procedure di rimpatrio. Ai fini della preparazione del rimpatrio, i cittadini di paesi terzi potranno essere trattenuti sulla base di una valutazione individuale, ad esempio in caso di mancata cooperazione, rischio di fuga o rischio per la sicurezza. Il trattenimento dovrà essere disposto da un’autorità amministrativa o giudiziaria e potrà durare fino a 24 mesi. Sarà inoltre possibile una proroga fino a sei mesi complessivi in caso di cambiamento delle circostanze, nuove informazioni o miglioramento della cooperazione con un paese terzo. Se il cittadino si sposta in un altro paese Ue, potrà applicarsi un nuovo periodo di trattenimento. In alternativa al trattenimento, potranno essere previste misure quali una garanzia finanziaria o il monitoraggio elettronico. Le autorità nazionali potranno svolgere specifiche misure investigative per preparare o garantire l’effettivo rimpatrio, tra cui perquisizioni delle persone, delle abitazioni o di altri locali pertinenti, soggette ad autorizzazione giudiziaria o amministrativa, nonché il sequestro di effetti personali e dispositivi elettronici. Sarà possibile trasferire i migranti destinatari di una decisione di rimpatrio, esclusi i minori non accompagnati, verso i cosiddetti 'centri di rimpatrio' situati nel territorio di un paese terzo che accetti di accoglierli, sulla base di un accordo concluso da uno Stato membro dell’Ue. Tali accordi potranno essere conclusi solo con paesi terzi che rispettino i diritti umani, il diritto internazionale e il principio di non respingimento. In particolare, le carenze riscontrate in parti specifiche del territorio del paese terzo o rispetto a determinate categorie di persone, non impediscono la conclusione di tali accordi, a condizione che sussistano garanzie sufficienti per assicurare il pieno rispetto dei diritti dei cittadini di paesi terzi interessati.Le autorità nazionali dovranno informare la Commissione e gli altri Stati membri prima dell’entrata in applicazione di tali accordi. Dopo l’approvazione del Parlamento, il testo dovrà essere formalmente adottato dal Consiglio e pubblicato nella Gazzetta ufficiale prima di entrare in vigore. Alcune disposizioni, tra cui quelle sui centri di rimpatrio, sulla valutazione dell’età dei minori e sulla dimensione esterna dei rimpatri, si applicheranno immediatamente. Le altre entreranno in applicazione 12 mesi dopo l’entrata in vigore della normativa.

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