L'Unione europea sarebbe pronta a stanziare 300 milioni di euro per la creazione, al di fuori dei confini europei, di hub di rimpatrio dei migranti, sul modello Italia-Albania: lo riporta il Financial Times. La proposta sarebbe sostenuta non solo da Germania e Italia, ma anche da Paesi Bassi, Svezia e Austria e in generale godrebbe dell’appoggio della maggioranza degli Stati membri. Negli ultimi anni, comunque, l'Ue ha già concluso diversi accordi con Turchia, Tunisia e altri Paesi per contenere l’immigrazione.
Secondo alcune indiscrezioni, nel prossimo bilancio pluriennale dell’Ue, relativo al periodo 2028-2034, dovrebbe esserci la possibilità di finanziare i cosiddetti “return hubs“, strutture in Paesi terzi destinate ai richiedenti asilo respinti che non possono essere rimpatriati nei Paesi d’origine. Per queste politiche potrebbero essere previsti addirittura fino a 20 miliardi di euro in sette anni. “Crea un’apertura per fornire fondi Ue se e quando i centri di rimpatrio verranno istituiti”, ha affermato un diplomatico europeo.
Remigrazione, il padrino è Napolitano: cortocircuito a sinistra
È facile sproloquiare di «remigrazione» e «deportations». È più difficile c...“È un testo controverso e complesso, molto delicato soprattutto a livello nazionale - ha detto la capogruppo di Renew al Parlamento europeo, Valérie Hayer, nel corso di una conferenza stampa a Strasburgo -. La mia opinione personale è che abbiamo bisogno di tassi di rimpatrio più elevati in Europa, è inaccettabile che solo una decisione di rimpatrio su cinque venga attuata e abbiamo bisogno di una politica di rimpatrio credibile e sostenibile”. E ancora: l’accordo finale sul testo raggiunto con il Consiglio Ue “prevede hub di rimpatrio e centri di detenzione all’estero, che non ci accontentano sin da quando sono stati proposti anche alla luce dei costi elevati e dell’incertezza giuridica”.




