"Sono state le autorità marocchine a togliere i controlli alla frontiera con Ceuta e a consentire consapevolmente a quell’ondata di migranti di penetrare dentro all’exclave spagnola di Ceuta": a dirlo Pierre Vermeren, uno dei principali esperti di Marocco nonché professore di storia contemporanea alla Sorbona. Secondo lui, potrebbe essersi trattato di un avvertimento alla Spagna. "D’un colpo i controlli della polizia alla frontiera sono cessati. E d’un tratto decine di migliaia di giovani l’hanno superata. Ceuta è isolata, si trova almeno a una sessantina di km dalle città più vicine. Quei giovani non hanno potuto arrivare lì da soli. Ci sono camion che li hanno trasportati. Era tutto organizzato", ha spiegato in un'intervista a Repubblica.
Pur non essendoci prove, per lui dietro a tutto questo ci sarebbe il governo marocchino. E l'obiettivo era mandare un messaggio al governo di Pedro Sanchez. "La Spagna si è riavvicinata di recente all’Algeria, nemica del Marocco - ha sottolineato Vermeren -. Nel 2022 era avvenuto il contrario: Madrid aveva riconosciuto la sovranità marocchina sul Sahara Occidentale e si era allineata a Rabat. Il 20 agosto scorso, invece, Pedro Sanchez è andato in visita ad Algeri (che difende le rivendicazioni indipendentistiche dei sahrawi, ndr) con una folta delegazione, dando l’impressione di fare un po’ marcia indietro. I marocchini hanno voluto dire agli spagnoli: se persistete, ecco cosa può accadere. Ma non è solo questo".
Ceuta, la Spagna ci insulta: "Non siete all'altezza". Il governo risponde: il report mette ko Sanchez
Ora tra Italia e Spagna lo scontro diplomatico si fa totale. Le parole, sferzanti, del ministro degli Esteri Jos&ea...L'altro obiettivo di Rabat, a detta dell'esperto, era "ricordare che le due exclave spagnole, Ceuta e Melilla, non sono legittime, rappresentano un residuo del colonialismo. E che la loro situazione è fragile: basta sospendere i controlli della polizia marocchina ed ecco cosa rischiano".




