La ong Mediterranea Saving Humans ha annunciato il ritorno nel Mediterraneo centrale di "due nuove imbarcazioni a vela, Blue Moon e Blue Soleil, che si aggiungono alle attività di ricerca e soccorso di Mediterranea Ship, Mare Jonio e Safira". "Nelle prossime settimane - fa sapere l'organizzazione - le due barche a vela navigheranno nel Mediterraneo centrale per svolgere attività di ricerca, soccorso e monitoraggio, in una delle aree di mare dove ogni anno migliaia di persone tentano la traversata verso l’Europa e dove continuano a verificarsi naufragi, morti e respingimenti". Blue Moon e Blue Soleil avranno base a Lampedusa. "Insieme agli equipaggi di Mediterranea - prosegue la ong - parteciperanno alla missione otto giovani attivisti del collettivo romano Nereidi, provenienti da diverse realtà sociali e di movimento di Roma. Giovani che saranno coinvolti in un percorso di formazione sulle attività di ricerca e soccorso in mare e, parallelamente all’equipaggio in navigazione, contribuiranno anche alle attività di supporto da terra".
"Mentre il governo italiano continua a ostacolare il soccorso civile, fermando le navi civili e colpendo le organizzazioni che soccorrono vite in mare, noi rispondiamo tornando in mare. E lo facciamo con due barche a vela insieme a un collettivo di giovani attivisti. Vogliamo che sempre più persone possano conoscere, partecipare, formarsi ed essere in grado di contribuire alle attività di soccorso. L’obiettivo è moltiplicare le esperienze, costruire competenze diffuse e rendere il soccorso civile sempre più partecipato e riproducibile. Perché davanti a una strage che continua nel cuore del Mediterraneo, aumentare il numero di chi è disposto a intervenire significa aumentare le possibilità di soccorre vite e costruire una rete sempre più ampia di solidarietà e responsabilità" dice Laura Marmorale, presidente di Mediterranea Saving Human.La Blue Moon, una barca a vela di 13 metri, è stata messa a disposizione dalla rete di attivisti e attiviste di Mediterranea. La Blue Soleil, di 14 metri, era invece tra le imbarcazioni destinate a partecipare alla missione verso Gaza.
Casarini provoca: fa il tedesco per darci i migranti
Provoca. Si traveste da tedesco, lui. Organizza sit in per la Sea Watch. Ma l’obiettivo è sempre lo stesso:..."La scelta di tornare in mare arriva mentre il governo italiano e le istituzioni europee continuano a rafforzare un sistema di frontiere che produce morte e che affida sempre più il controllo delle migrazioni a Paesi dove i diritti delle persone migranti vengono sistematicamente violati - continua Marmorale - Il Mediterraneo centrale resta una delle rotte migratorie più pericolose e letali al mondo. E mentre l'Europa continua a investire nel controllo delle frontiere che uccidono, nei respingimenti e nell'esternalizzazione delle proprie responsabilità, sono le persone e le organizzazioni della società civile a continuare a fare ciò che dovrebbe essere garantito da ogni Stato: soccorrere vite".




