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Lo tsunami Atene

Ecco il piano delle banche
per difendersi dal crac dell'euro

Solo gli istituti tedeschi perderebbero 500 miliardi di euro

La Merkel scarica la Grecia: "Lavoriamo per traghettarla fuori dalla moneta unica"

 

Preoccupati. Gli occhi fissi all'orizzonte. In attesa dello tsunami finanziario che si spera non arrivi mai. L'onda però cresce d'intensità. La Grecia può dare la scossa in grado di innescare un imprevedibile effetto domino. Atene non sarebbe la punta dell'iceberg, ma un nuovo punto di partenza. Il destino dell'euro dipende da una serie di fattori, e il primo di questi, ora, è il futuro del Paese ellenico: rispetterà gli impegni succhiasangue imposti dalla Ue? Resterà all'interno del recinto della moneta unica? Il nuovo voto del prossimo 17 giugno darà una prima risposta. Ma non definitiva.

"Pronto il piano di emergenza" - Sull'acqua di un mare in tempesta è necessario navigare a vista. Prepararsi ad ogni evenienza. E che le autorità continentali abbiano pensato a una rete di protezione non è certo un segreto. Sentirsi dire però dagli abbottonatissimi tedeschi che "la Bce e la Commissione europea stanno preparando un piano di emergenza per il caso in cui la Grecia dovesse uscire dall'Eurozona", vederlo scritto nero su bianco, fa tutt'altro effetto. Le parole sono di Karel De Gucht, e appaiono in un'intervista pubblicata venerdì mattina dal quotidiano di Fiandra, De Standaard. In una situazione così tesa, anche le ovvie affermazioni di De Gucht alimentano il fuoco delle preoccupazioni.

Si preparano anche le banche - C'è poi un altro tassello. Un'altra indiscrezione. Nuove nubi sui cieli oscuri dell'Europa. Non solo i governi, ma anche le banche tedesche sono pronte all'uscita della Grecia dall'euro. La notizia è stata rilnaciata da Linkiesta, che ha messo gli occhi su un piano di contingenza di Commerzbank, colosso bancario tedesco, che era stato redatto già lo scorso novembre. Le uniche cifre messe nero su bianco nel documento - spiega nell'articolo Fabrizio Goria - sono quelle relative a Berlino. Numeri che fanno paura: l'impatto per la Germania, nel caso del crollo di Atene, sarebbe pari a 500 miliardi di euro di costi tra banche, sistema bancario e ricapitalizzazione dei fondi di salvataggio europei.

"Stime difficili" - Linkiesta cita poi due fonti anonime di Commerzbank, che spiegano: "Nonostante l'architettura legislativa europea non permetta ancora un'uscita, è chiaro che bisogna essere preparati, anche se difficilmente si potranno fare stime corrette". Nel dettaglio, il programma d'emergenza scritto dall'istituto tedesco prevede quattro passaggi: la priorità sarebbe ridurre i livelli di indebitamento, quindi si passerebbe alla riattivazione dei canali di supporto per le banche, verrebbero poi ridenominati i contratti esistenti e quindi la gestione del fallout. Uno scenario che gli istituti vorrebbero evitare, ma che troverà applicazione quando la Grecia comunicherà la sua intenzione di lasciare la zona euro.

 

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Commenti all'articolo

  • encol1

    18 Maggio 2012 - 15:03

    E' la ragione principale per cui la germania vuole evitare il default della grecia. Ciò non dagli ultimi sviluppi negativi della situazione greca ma da sempre. Le banche di Germania e Francia con il fallimento greco devono solo farsi il segno della croce, per questo motivo agiranno per un fallimento pilotato in modo che a pagarne i danni sarà tutta la comunità. CHIAMALI SCEMI!!!

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