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Razzismo culinario

Verona batte Napoli sulla pizza
E tra le due città è di nuovo guerra

Polemica per le scelte del Gambero Rosso di premiare come miglior pizzeria d'Italia un locale alla periferia scaligera

È ormai passato alla storia lo striscione «Giulietta è ’na zoccola» esposto nel 2007 dai tifosi partenopei allo stadio Bentegodi per rispondere alla classica provocazione dei sostenitori gialloblu «Vesuvio pensaci tu»
Verona batte Napoli sulla pizza
E tra le due città è di nuovo guerra

di Alessandro Gonzato

Napoli insorge, grida allo scandalo e prova a difendersi da quello che, all’ombra del Vesuvio, viene definito un vero e proprio esempio di «razzismo culinario». Come altro si spiegherebbe infatti, si interrogano nel capoluogo campano, la scelta del Gambero Rosso di assegnare i «tre spicchi» per la miglior pizzeria d’Italia a un locale alla periferia di Verona anziché a uno partenopeo? In città, dove rivendicano il primato della pizza con la pummarola ’ncoppa rispetto a quella servita tra le nebbie della val padana, monta il malcontento. 

«Possibile» sbotta l’ex assessore all’Agricoltura della Provincia di Napoli e attuale commissario campano dei Verdi Ecologisti, Francesco Emilio Borrelli, «che nella prestigiosa guida non sia fatta menzione nemmeno di una nostra pizzeria?». Secondo Borrelli delle due l’una: «O gli esperti del Gambero Rosso hanno voluto denigrarci, oppure come già successo si tratta dell’ennesima operazione politica che tende a minimizzare il ruolo della pizza e dei pizzaioli napoletani». Poi una precisazione: «Non a caso vengono premiate pizzerie del Veneto, da sempre territorio e base elettorale leghista». Dunque dietro a questo riconoscimento assegnato al locale «I Tigli» di San Bonifacio (al confine tra Verona e Vicenza), ci sarebbero i poteri forti. 

Ieri, a Napoli, per manifestare contro la decisione del Gambero Rosso, nella pizzeria Sorbillo in via dei Tribunali è stata sfornata pizza gratis per tutti. Alla protesta ha preso parte anche il movimento «Insorgenza civile», con uno striscione che recitava: «Centocinquant’anni dopo anche la pizza andò a ingrassare la refurtiva nordica risorgimentale. Unità d’Italia bugia colossale». Ma questo non è che l’ultimo capitolo di una saga che vede periodicamente contrapposte Napoli e Verona. È ormai passato alla storia lo striscione «Giulietta è ’na zoccola» esposto nel 2007 dai tifosi partenopei allo stadio Bentegodi per rispondere alla classica provocazione dei sostenitori scaligeri «Vesuvio pensaci tu». Quest’estate, invece, parte del popolo napoletano se l’era presa con il proprio Comune per la scelta di assegnare il «Premio città di Partenope» come esempio di amministratore virtuoso al sindaco di Verona, il leghista Flavio Tosi. Che per impegni precedentemente fissati non aveva potuto ritirare personalmente il riconoscimento, ma nei cui confronti lo speaker radiofonico nonché blogger di napospia.it, Gianni Simioli, aveva invocato un fitto lancio di pomodori.

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Commenti all'articolo

  • kolpetto

    12 Ottobre 2012 - 10:10

    La dice lunga sulla credibilità del GAMBERO ROSSO......

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  • ghinos

    12 Ottobre 2012 - 09:09

    ormai le vere recensioni su ristoranti, alberghi, pizzerie si trovano sul web (siti ad hoc e social network), in base alle esperienze degli utenti. Il tempo delle guide Michelin e co. è passato, ora valgono le opinioni che troviamo su tablet e smartphone.

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  • burnage27

    12 Ottobre 2012 - 02:02

    la pizza della foto non è quella che ha vinto. perchè non mettete la foto di quella vincitrice? per vergogna?

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  • burnage27

    12 Ottobre 2012 - 01:01

    ...la tristezza sta nel fatto che c'è ancora gente che continua a dire che i terroni debbano sparire dalla faccia della terra. Commenti fuori luogo, per nulla incentrati sull'argomento "pizza". Se la pizza premiata è quella che si vede nelle foto del sito della pizzeria "i tigli", a vista paragonabile alla pizza Ristorante della Cameo, non riesco proprio a comprendere i parametri adottati dal gambero rosso nel suo giudizio. Potrà anche essere buona, ma non è una pizza, al massimo potrebbe essere una gustosa focaccia condita. La mia stima per il gambero rosso, che ho sempre seguito con fiducia, è caduta penosamente. Se proponessero questa...ehm pizza...a Napoli, credo proprio che chiuderebbero al secondo giorno! Bisogna avere rispetto per le cucine si ogni singola regione...vorrei vedere se a vincere il premio "miglior pesto genovese" fossero i baresi...non credo che a Genova siano contenti! PS per chi ha parlato di lauree false...guardate che il Trota è roba vostra....per fortuna!

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