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Convivenza difficile

Stalking e minacce ai vicini marocchini
italiana cacciata di casa dal giudice

Insulti e provocazioni quotidiane: a Torino donna di cinquant'anni rendeva impossibile la vita agli inquilini maghrebini della casa vicina alla sua

La denuncia dopo il crollo psicologico del figlio di 7 anni, preso di mira dalla donna e arrivato ad avere disturbi del sonno e a dover andare in cura da uno specialista
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Stalking e minacce ai vicini marocchini
italiana cacciata di casa dal giudice
La denuncia dopo il crollo psicologico del figlio di 7 anni, preso di mira dalla donna e arrivato ad avere disturbi del sonno e a dover andare in cura da uno specialista

 

Rendevano impossibile la vita ai vicini di casa straniera fino a provocare disturbi al figlioletto, ora il Tribunale li caccia di casa. E' finita con un provvedimento di allontanamento da casa per una coppia di coniugi italiani la storia di stalking e razzismo arrivata all'attenzione della Procura di Torino. Una donna di 51 anni originaria di Palermo, Maria Santa Lercara, e il marito di 15 anni più anziano, residenti in una casa di ringhiera di via Ascoli, avrebbero vessato i vicini di casa, una famiglia marocchina, fino a portare disturbi del sonno e problemi psicologici al figlio di 7 anni.

Il figliolo - La coppia di marocchini ha deciso di rivolgersi alle autorità quando, a crollare sotto il peso della tensione, è stato il figlio. La vicina prevaricatrice aveva preso il piccolo di mira, tirandogli brutti scherzi, aizzadogli contro il cane, mimandogli col pollice il gesto dello sgozzamento. Il bambino ha cominciato a soffrire di disturbi del sonno e di incontinenaza fino a finire in cura da un neuropsichiatra.

Aperta ostilità - Ma questo non è stato che l'ultimo capitolo di un vicinato da sempre difficile. Offese, provocazioni, minacce, arroganze: era su questi elementi che i coniugi italiani hanno basato la convivenza sullo stesso ballatoio con i vicini di casa maghrebini. Corridoi cosparsi di sale grosso o grasso animale, incenso bruciato in segno di offesa ("perché voi puzzate" diceva, secondo le vittime, la coppia italiana), colpi alle pareti in comune tra i due appartamenti per non concedere pace ai vicini stranieri.

La parola al Tribunale - A dirimere la questione è intervenuto il Tribunale di Torino. Su richiesta del procuratore, il gip ha disposto l'allontanamento da casa della Lercara (che sarà seguita dal marito), di modo da permettere il rientro della famiglia marocchina (che nel frattempo era andata a vivere altrove) nell'appartamento che sta acquistando. Il legale dei coniugi italiani ha già annunciato che presenterà ricorso contro il provvedimento. 

 

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Commenti all'articolo

  • ciannosecco

    17 Novembre 2012 - 13:01

    Non ti confondere con noi emigranti con i marocchini,faresti uno sbaglio colossale.Ho abitato per 13 anni in Corso Regina Margherita,al 228,tra le via Aquila e Ascoli.Facendo qualche asta immobiliare ho anche ristrutturato degli alloggi vicino a Porta Palazzo e in Barriera di Milano.Chi ha avuto a che fare con questi soggetti,non crede ad una panzana del genere manco morto.Anche noi quando siamo arrivati a Torino,in casi sporadici abbiamo dato dei problemi,ma qui si parla di un'altro livello,che a quanto leggo conosci poco.Alla prossima.

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  • mab

    16 Novembre 2012 - 12:12

    Leggi che hanno consentito la perpetua permanenza a delinquenti di ogni nazionalità hanno portato ad una esasperazione generale che poi va a colpire anche quei pochi stranieri onesti che sono nel nostro paese. Ma tutte le istituzioni continuano su questa strada che prima o poi porterà a conseguenze ben più gravi.

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  • Il_Presidente

    15 Novembre 2012 - 20:08

    la feccia della feccia dll'immigrazione, assieme ai rumerdi.

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