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Capitale sull'orlo di una crisi di nervi

Roma, settimana da incubo: No Tav, ultras, sindacati e funerali di Priebke

Da giovedì a sabato tre giorni di manifestazioni nelle vie della città. A complicare un quadro già difficile, le esequie dell'ufficiale nazista

Roma, settimana da incubo: No Tav, ultras, sindacati e funerali di Priebke

Sciopero generale indetto dai sindacati. Giornata di mobilitazione degli antagonisti e dei No Tav. Sfida scudetto da 80mila spettatori. Funerali, in ultimo, di un ufficiale nazista la cui scomparsa sta mettendo in difficoltà l'intero Paese. Per Roma si apre una settimana da incubo che metterà a dura prova le autorità cittadine (e la pazienza dei suoi cittadini).

Il programma - Si comincia giovedì 17 con uno sciopero generale dei trasporti che, se non fa paura dal punto di vista dell'ordine pubblico, sicuramente crea problemi alla mobilità in una città dove il traffico - di suo - è un elemento critico. Venerdì 18 la situazione si fa calda davvero: in giornata corteo dei sindacati di base da Termini a piazza San Giovanni (per preparare la città all'evento, i promotori hanno già organizzato degli "assedi simbolici" dei palazzi dei ministeri). Alle 20,45 di venerdì, poi, allo stadio Olimpico lo scontro tra Roma e Napoli (prima contro seconda in classifica), match che promette il tutto esaurito in un impianto da 82mila posti. Ma il giorno clou è sabato: il movimento antagonista italiano e i No Tav si danno appuntamento nella Capitale per una giornata nazionale di rivendicazione. Il prefetto Gaetano Pecoraro ha già espresso la sua preoccupazione: "E' l'evento a maggior rischio d'infiltrazioni violente". Gli squatter, che già stanno raggiungendo Roma, si sono esibiti in diverse occupazioni lampo per far capire le intenzioni.

I funerali - A rendere ancora più complicata la settimana capitolina si mettono i funerali di Erich Priebke. Il responsabile delle stragi naziste delle Fosse Ardeatine è morto venerdì all'età di 100 anni, ma ancora non si sa nulla sulle sue esequie. Sindaco, prefetto e questore si sono già detti contrari a eventuali funerali solenni; il Vaticano al momento rifiuta di svolgere rito e sepoltura, la diplomazia argentina (Paese dove Priebke ha vissuto per cinquant'anni) ha fatto sapere che non saranno loro a risolvere il problema. Che si facciano in una piccola chiesa o con rito laico in un luogo privato, i funerali si terranno e potrebbero essere accompagnti da proteste o disordini. Mentre già si annuncia, a data da destinarsi, una manifestazione neonazista sotto il domicilio capitolino di Priebke.

Tensioni - Una settimana di fuoco, insomma, per la quale saranno impegnati a Roma circa 4mila tra agenti di Polizia, vigili urbani, Carabinieri e Finanzieri, in turni alternati fino a domenica. Basteranno a mantenere l'ordine pubblico? Da vedersi. Rimane una capitale sull'orlo di una crisi di nervi

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Commenti all'articolo

  • mab

    14 Ottobre 2013 - 19:07

    il super-sindaco con la bicicletta transformer fermerà ogni tentativo sovversivo.

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  • arwen

    14 Ottobre 2013 - 14:02

    recitava questa litania il buon D'Alema quando, con il suo solito ghigno sprezzante si riferiva all'indecenza della destra. Eccolo, il paese normale. Per costruire una ferrovia occorre militarizzare il cantiere e spndere milioni di euro per fortificare una capitale. Occorre spostre la data di una partita di calcio per paura che gli imbecilli di turno diano fuoco alla città. Occorre arrangiarsi e corre con la propria auto di quà e di là per sopravvivere agli scioperi perfettamente orchestrati per rendere la vita dei cittadini lavoratori un incubo...Un paese normale...

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  • foggiano

    14 Ottobre 2013 - 13:01

    io attendo anche la neve.... ma non era alemanno il problema dei problemi di roma????? ci fu tanta ipocrisia all'epoca, ed oggi è molto triste dover constatare come i giornali non attacchino questo nuovo sindaco.... spero solo che la città ne esca indenne sotto ogni profilo, compreso quello infrastrutturale!!!!!

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  • Garrotato

    14 Ottobre 2013 - 11:11

    Già, ad essere Caput Mundi ci sono i pro e i contro. Marino sognava tranquilli itinerari in bicicletta, si trova a fare i conti con una specie di percorso di guerra. Anziché il caschetto da ciclista, gli conviene indossare l'elmetto.

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