Lo smarrimento iniziale di fronte alla pagina bianca, che prende molti di quelli che scrivono, alle prese con San Carlo Acutis si fa più forte. Perché nessuno è all’altezza della santità e davvero non si sa da che parte iniziare: in qualsiasi modo la si metta è comunque un’operazione di riduzionismo, perché un santo non può stare in una pagina. Infatti quello che si legge sul santo adolescente, e per questo doppiamente esemplare – è morto a quindici anni felice di morire perché avrebbe raggiunto Gesù non lo restituisce nella sua interezza. Che è poi quella dello “scandalo della croce” descritto da San Paolo nella Lettera ai Corinzi, laddove spiega che per i greci e gli ebrei la croce è stoltezza, motivo di turbamento per la sua tragica umiltà. L’ineffabile mistero di un pezzo di legno esecrato perché vi morivano gli schiavi, ma che proprio per questo viene scelto dal figlio di Dio per testimoniare il suo passaggio in terra. Allo stesso modo, la santità è scandalosa per la sua sete di assoluto, totalmente avulsa dagli angusti orizzonti mondani.
Perciò di San Carlo spesso si dicono le briciole, raramente “il sugo” della sua storia. Anche nel libro di monsignor Anthony Figuereido, Carlo Acutis santo dei giovani. Vita, miracoli, cinque vie per la santità (San Paolo, p. 144, €14) dapprima egli sembra un po’ ridotto a un santino, di quelli che si mettono nel portafogli senza troppa convinzione. Poi però emerge il vero, laddove l’autore descrive passo per passo la strada da lui indicata per avvicinarsi a Cristo ed elenca i suoi miracoli più importanti. Persone guarite da mali incurabili dopo aver pregato contemplando una sua reliquia, proprio come accadeva nell’antichità cristiana. Come il dodicenne Matheus Vianna, affetto da una gravissima patologia al pancreas, che pochi giorni dopo l’intercessione di San Carlo è guarito completamente, nello stupore generale. O Valeria Valverde, che ha recuperato la capacità di respirare in modo autonomo, quindi l’uso degli arti, poi della parola e infine ha ottenuto la guarigione.
Churchill trovò nella tela un rifugio dopo la sconfitta
Churchill: The Painter”. Alla “W inston Wallace Collection di Londra sabato fino al 29 novembre è la ...La giovane aveva subito un gravissimo incidente a Firenze, che le era costato la rimozione dell’osso occipitale destro. Miracoli da zittire gli increduli. Miracoli d’altri tempi, resi ancora più sconcertanti dall’impotenza di una medicina estremamente sofisticata, che tuttavia niente aveva potuto. Eppure questo è un libro semplice, che vuole arrivare a tutti, ma in modo particolare ai tantissimi ragazzi che, nei cinque continenti, hanno riscoperto la fede grazie a lui ed è questo forse il suo miracolo più importante. Solo nei primi quattro mesi di quest’anno 400mila persone si sono recate ad Assisi presso la sua tomba. Per chiedere un’intercessione o magari soltanto pregare. E non sono solo italiani: in gran parte arrivano dalle Americhe e dagli altri paesi europei. D’altronde il cattolicesimo è in netta ascesa, alla faccia di chi ne preannuncia invano la scomparsa, e per giunta le conversioni aumentano nel primo mondo, in modo particolare negli Stati Uniti e in Gran Bretagna.
Ma non è la Chiesa modernista al passo coi tempi a chiamarli, è quella eterna. Per questo di San Carlo Acutis non si vorrebbero leggere ovvietà. Non chiamatelo il santo di internet o millennial: Carlo è un santo e basta, proprio come lo sono stati quelli prima di lui. La santità opera nella storia ma è al di sopra e al di fuori della storia. I santi hanno maniere semplici («la carità non si gonfia d’orgoglio», spiega San Paolo), sebbene spesso siano di ottima famiglia – come il suo amatissimo San Francesco e San Benedetto da Norcia – e sono radicali nella sostanza. Perché nessuno è più radicale di un bambino che a pochi anni di età vuole andare a messa ogni giorno, per giunta essendo cresciuto in una famiglia tiepida nella fede, e non appena è abbastanza grande per uscire da solo, a Milano invece di comprare l’ultimo modello di smartphone aiuta i diseredati e organizza una mostra sui miracoli eucaristici che diventa un fenomeno globale. A quel tempo, aveva solo dieci anni.
La testimonianza più forte resta comunque quella della madre, Antonia Salzano, secondo la quale già da piccolo diceva che sarebbe morto per emorragia cerebrale, cosa puntualmente avvenuta. Strabiliante il video girato da Carlo tre mesi prima della dipartita, in cui annuncia sorridendo: «Sono destinato a morire». D’altronde per un buon cristiano la felicità non è di questo mondo, ma dell’altro, solo che lo hanno dimenticato un po’ tutti. La parabola cristica di Carlo Acutis è quella che si ripete identica dal tempo dei martiri: altroché “influencer di Dio”, come ha scritto qualche sprovveduto. Egli è il rovesciamento perfetto dei falsi miti di felicità terrena e del nichilismo mortifero dell’epoca delle rivendicazioni e dei diritti, peraltro più ridicoli che mai. È a tal punto oltre l’attuale e il transeunte che nella sua infinita bontà di cuore, davvero, spaventa.




