C’era una volta un re; di più, un eroe, che da molti anni cercava di tornare alla sua patria, alla sua casa, da sua moglie e suo figlio. Un archetipo, quello che sta alla base dell’Odissea, alla base di tutti i romanzi d’avventura, rielaborato e reinterpretato decine di volte; e mentre i cinema si riempiono per vedere, e commentare – nel bene e nel male - l’Odissea di Nolan, la Disney non resta a guardare, e propone nientemeno che la Papernelope (Giunti, 128 pp., 16, 90 euro, testi di A. Macchetto, disegni di G. Perissinotto, colori di A.
Cagol, con una prefazione di A. Cazzullo). Questa non è una parodia, non è una riscrittura, ma è, piuttosto, un divertito omaggio al poema omerico attraverso la figura di Paperina, che qui riveste il ruolo di Penelope, diventata per antonomasia la moglie fedele, custode della famiglia e della casa. Ma questa volta Paperina, rivestendo gli (splendidi!) panni di Penelope, dona al personaggio una veste molto più dinamica: il sottotitolo, del resto, parla chiaro: «Un viaggio epico».
Già, perché Papernelope, stanca di aspettare Paperulisse che non dà notizie da troppo tempo, fa della sua eterna tela una vela, prende uno scudo – perché non si sa mai - e si imbarca, alla ricerca dell’amato. Quest’ultimo la tendenza al vagabondaggio e a fare “il giro largo”, come si suol dire, ce l’ha nel sangue: già da paperotto, infatti, quando la mamma lo mandava a prendere illatte, Paperulisse sognava di sconfiggere giganti e compiere eroiche imprese; e si scordava regolarmente il latte. Era fatto così, insomma, ma Papernelope lo conosceva, e lo amava anche per questo suo carattere da sognatore.
METIS E SIRENE
In questo racconto, non solo Papernelope raggiunge il suo Paperulisse, ma, con un pizzico di astuzia femminile, quella saggezza pratica, la metis, di cui è patrona Atena – non a caso qui assente, ché già c’è Papernelope – lo riporta a Itaca: memorabile, per esempio, come la terribile Scilla venga gabbata e sconfitta, con un colpo d’ingegno che è l’uovo di Colombo, perdonate la metafora anacronistica. Anche l’incontro con le Sirene è leggermente diverso da quello che conosciamo, perché, non appena esse iniziano la loro opera di seduzione, Papernelope si rende conto che la sua proverbiale pazienza è finita, e con le sue potenti urla non solo diffida Paperulisse dall’avvicinare le sirene, ma le induce anche a rituffarsi in mare. Così i due tornano in patria, felici e contenti, e Paperulisse potrà seminare ovunque la sua storia. Quanto a Papernelope, donna schiva e concreta, si ripropone di raccontare forse più avanti le sue mirabolanti avventure.
La Papernelope non è una storia a fumetti, ma un racconto (consigliato dai 6 anni in su), corredato dai disegni bellissimi di Giada Perissinotto: già la pagina che mostra Papernelope ritta davanti al telaio (si tesseva stando in piedi), mentre si volge a guardare languidamente una tenda sottile agitata dal vento di una giornata assolata, con il fedele Argo (alias Pluto) accovacciato ai piedi della padrona, è un bellissimo biglietto da visita per il prosieguo del libro.
Per completezza, il volume riporta anche la Topodissea, parodia disegnata da Donald Soffritti e sceneggiata da Roberto Gagnor (apparsa per la prima volta sulla serie regolare di Topolino, n. 3272 e 3273 nel 2018). Qui il protagonista, Topodisseo, il Topolinide “dalle grandi orecchie”, è circondato da tutta la banda Disney. Minnie ovviamente è nei panni di Penelope, Tip e Tap interpretano i nipotini Tele e Maco, e Macchia Nera e altri cattivi assortiti rivestono l’ingrato ruolo dei “procioni” (sic!) pretendenti alla mano di Minnie e al trono di Topolitaca. Non mancano gli dei, in questa versione canonica della parodia: su un Olimpo stranamente somigliante al Deposito di Paperone, troviamo, appunto, De’ Paperoni nel ruolo di Zeus, ovvero “zietto scagliasaette” anche detto “taccagnide”; mentre a interpretare Atena è Paperina, nel ruolo di Paperatena “dal bel caratterino” (come no!).
LA PRIMA DELLA SERIE
Ma in tema di parodie omeriche in chiave disneyana, non si può non rileggere la prima e la più classica: la Paperodissea, scritta da Guido Martina, il “professore”, mitico sceneggiatore di centinaia di storie indimenticabili, e disegnata da Pier Lorenzo De Vita (pubblicata in origine su Topolino n. 2698- 269 nel 1961). L’ambientazione non è affatto classica e il legame con il poema omerico è dato alle traversie di Paperino che, al comando della cavalleria personale di Paperone, proprietario terriero, cerca di tornare a casa dopo aver trascorso dieci anni impegnato negli scontri con gli Indiani, a causa del furto di un bue dal ranch dello zione.
Nel frattempo, Paperina è insidiata da Gastone che ella tiene a bada sferruzzando un mostruoso maglione. Alla fine, Paperino, nonostante il vizietto del gioco, riuscirà a scacciare Gastone e i creditori. E dopo questi tre omaggi disneyani, perché non tornare a leggere l’Odissea di Omero?




