Di rinvio in rinvio (Tares), di pasticcio in pasticcio (mini Imu), oggi sarà l’ultimo giorno per saldare al fisco la mini tassa sulla prima casa (mini Imu in quasi 2.500 comuni), e l’addizionale statale al metro cubo (0,30 centesimi) sull’imposta per i rifiuti. Inutili, fino a ieri notte, tutti gli appelli e le ripetute indiscrezioni che circolavano su un rinvio, una proroga. Al Tesoro nonne hanno voluto sapere e neppure i sindaci che con l’incasso dei balzelli (relativi al 2013) dovrebbero riuscire a mettere in sicurezza i conti. Quantomeno a puntellarli. Non a caso la Confedilizia battezza la giornata di oggi come «la giornata della vergogna». Stigmatizzando «l’assurdo rito al quale sono stati costretti nove milioni di italiani per pagare la mini-Imu e cioè un’imposta inventata dalla pretesa furbizia di amministratori comunali a caccia di soldi». Il presidente della Confedilizia, Corrado Sforza Fogliani, non perdona a governo e sindaci quella che definisce «la gravosità della tassazione immobiliare con innumerevoli difficoltà e adempimenti». Il paradosso, sottolinea l’associazione dei proprietari, «è che non è neanche finita». Proprio oggi il Consiglio dei ministri potrebbe decidere «un’ulteriore maggiorazione delle imposte immobiliari rispetto a quelle stabilite da una legge in vigore da poco più di venti giorni». (...) Continua a leggere l'approfondimento di Antonio Castro su Libero in edicola oggi venerdì 24 gennaio




