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Visco: la lotta all'evasione vale 10milioni di voti

di Lucia Espositodomenica 30 marzo 2014
1' di lettura

L'evasione fiscale "vale" dieci milioni di voti. Lo dice senza mezzi termini l'ex ministro delle Finanze nei governi Prodi e D'Alema,  Vincenzo Visco al Fatto Quotidiano spiega come in Italia non c'è solo i divario tra ricchi e poveri ma anche tra chi paga le tasse e chi no. "C'è grande prudenza. Alcuni fanno affidamento su quei voti, altri hanno solo paura di perdere l'appoggio di certe fasce sociali e la democrazia vice di consenso. L'Agenzia delle Entrate ha diffuso i dati dell'Irpef 2012 da cui emerge che la media di quanto dichiarato dagli italiani è di 19.750 euro ma la metà dei contribuenti denuncia meno di 15mila uero. Secondo Visco per "ridurre le tase ed evitare che a pagarle siano sempre i lavoratori dipendenti, c'è solo una via: redistribuire il carico, ma per farlo bisogna partire dalla lotta all'evasione. Un fenomeno che non ha eguali nel resto d'Europa e in Italia vale un buco nei conti dello Stato da 180 miliardi che nessuno riesce a intaccare". Insomma, l'evasione è una questione politica. "Renzi - spiega Visco - al contrario di alcuni suoi predecessori non liscia il pelo agli evasori, ma il tema non lo ha ancora trattato. Come non l'hanno fatto Letta e Monti prima di lui. Ci siamo accontantati di spot e operazioni ad effetto come ci blitz a Cortina o la caccia agli scontrini non stampati. Era los partito che bisognava suonare. Servivano messaggi politici in quel senso, ma nulla di più".