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Generali esposta per 2,57 miliardi nei Paesi a rischio

Il gruppo di patron Geronzi presenta i suoi dati trimestrali. Nel primo trimestere utile netto di 527 milioni
di Roberto Amagliosabato 15 maggio 2010
1' di lettura

Quattordici miliardi investiti nelle obbligazioni dei Paesi più sotto pressione fiscale a livello Europeo. Sono questi i dati di Generali, la compagnia assicurativa triestina guidata da Cesare Geronzi che oggi ha illustrato agli azionisti quante risorse siano attualmente investite nell'area "Pigs" (acronimo per Portogallo, Irlanda, Grecia e Spagna),  il ventre molle dell'economia continentale. Il direttore generale della società Raffaele Agrusti ha parlato di obbligazioni in questi Stati per un valore complessivo di 14 miliardi di euro, così ripartiti: 3,98 miliardi lordi investiti nel Portogallo, 4,16 in Spagna, 1,79 in Irlanda e 4 in Grecia, di cui il 90% investiti nei portafogli vita. Nonostante la cifra da far tremare i polsi agli azionisti, al netto delle imposte e delle competenze degli assicurati l'esposizione netta della compagnia italiana scende ai 2,57 miliardi di euro. In tal senso l'esposizione netta più alta è quella in Grecia (810 milioni di euro), seguita da quella in Spagna (800 milioni). Insomma, visti i dati di esposizione, oltre ai vari Paesi Europei il piano salva Europa piace tanto anche agli azionisti e ai vertici del leone alato italiano. Tuttavia a tranquillizzare gli analisti e i soci di Generali sono i profitti registrati nel primo trimestre dell'anno. L'utile netto registrato è stato infatti di 527 milioni, ossia cinque volte tanto i 104 milioni dello stesso periodo 2009. La crescita è quindi del del 22%, a 1,2 miliardi, soprattutto grazie al risultato operativo e alla raccolta premi totale, che rappresentano un indotto di 20,9 miliardi (+16,2%).