Il Superbonus pesa sulle casse dello Stato. A dirlo non è il governo ma la Corte dei Conti. Come denunciato da Lino Ricchiuti, "mentre i parlamentari del Movimento 5 Stelle e il loro apparato di propaganda sui social continuano a rivendicare il Superbonus come una conquista storica, i numeri li smentiscono senza appello. Non lo dice il governo, non lo dice Fratelli d'Italia. Lo dice la Corte dei Conti. Il dato è semplice e devastante: senza il peso del Superbonus, il deficit italiano nel 2025 si sarebbe fermato al 2,7 per cento del PIL".
E invece ecco, "siamo al 3,1 per cento. Quello 0,4 di differenza non è un numero astratto: è la ragione per cui l'Italia resta dentro la procedura europea per deficit eccessivo, è la ragione per cui il governo non ha margini di spesa da destinare a sanità, scuola e sostegno alle imprese". Insomma, quella che il viceresponsabile nazionale del Dipartimento Imprese e mondi produttivi di Fratelli d'Italia definisce "una bomba a orologeria innescata dal governo Conte ed esplosa oggi. La Corte dei Conti, organo indipendente, nell'audizione di ieri, 28 aprile, davanti alle commissioni Bilancio congiunte di Camera e Senato, ha messo la pietra tombale su questa vicenda: il Superbonus non ha permesso sin dall'inizio di avere precisione dei dati. Si è legiferato al buio, con il bilancio dello Stato come cavia. Nessuno sapeva quanto sarebbe costato davvero".
Superbonus, scatta l'allarme: "Tutto è aggredibile", chi rischia sul conto corrente
A sei anni dal varo del Superbonus, il provvedimento simbolo del governo Conte continua a pesare sulle casse dello Stato..."E il conto, puntualmente - tuona ancora Ricchiuti -, lo stanno pagando gli italiani". Anzi, "una categoria che ha pagato più di tutte e che nessuno ricorda: le piccole imprese e gli artigiani del settore edilizio. Per anni il Superbonus ha gonfiato artificialmente la domanda, portando alle stelle i costi dei materiali e della manodopera, illudendo migliaia di piccoli imprenditori che quella fosse crescita vera. Quando il rubinetto si è chiuso, molti di loro si sono ritrovati con i cantieri fermi, i crediti incagliati e i bilanci devastati. Conte ha drogato un intero settore produttivo e poi lo ha abbandonato al suo destino. Questo è il vero lascito del Superbonus: non i balconi rifatti, ma le imprese fallite e i debiti scaricati sulle spalle di tutti gli italiani. Rivendicarlo come un successo è un insulto all'intelligenza dei cittadini. Difenderlo ancora oggi, davanti all'evidenza dei numeri certificati dalla Corte dei Conti, è semplicemente indifendibile".




