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730 precompilato, gli errori che ti condannano: così perdi tutto

mercoledì 16 settembre 2026
730 precompilato, gli errori che ti condannano: così perdi tutto

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Si avvicina il termine per l'invio del 730 precompilato, fissato per mercoledì 30 settembre 2026. Il modello, predisposto dall'Agenzia delle Entrate per semplificare la dichiarazione dei redditi, non dovrebbe però essere considerato un documento definitivo da accettare così com'è: uno degli errori più comuni consiste proprio nel limitarsi a confermarlo senza controlli, rischiando di trascurare dati da correggere o spese da integrare e di perdere così parte delle detrazioni e dei rimborsi spettanti.

Prima dell'invio è quindi opportuno verificare che redditi, familiari a carico e oneri siano riportati in modo corretto e completo. Tra le spese detraibili o deducibili che meritano particolare attenzione rientrano quelle sanitarie, visite specialistiche e medicinali oltre la franchigia di legge, insieme ai costi per l'istruzione dei figli, agli abbonamenti per il trasporto pubblico e agli interessi passivi sul mutuo della prima casa. Chi ha sostenuto lavori edilizi può inoltre recuperare una quota consistente della spesa attraverso le detrazioni per ristrutturazioni e risparmio energetico, mentre contributi previdenziali e donazioni a enti benefici riducono direttamente il reddito imponibile.

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Un controllo attento va riservato anche ai familiari a carico, in particolare quando nel corso dell'anno sono intervenuti cambiamenti come nascite o variazioni di reddito, e alle situazioni lavorative più articolate, ad esempio in caso di cambio di datore di lavoro o presenza di più rapporti di lavoro contemporanei. Le detrazioni legate a ristrutturazioni, bonus edilizi ed efficientamento energetico richiedono poi una verifica ancora più puntuale, trattandosi di informazioni e quote detraibili più complesse rispetto alle spese già acquisite automaticamente dal sistema.

Non va infine sottovalutato il peso economico di un'eventuale omissione: per le spese che danno diritto a una detrazione del 19%, 500 euro non dichiarati possono tradursi in una perdita fino a 95 euro, mentre su 2.000 euro l'importo teorico sale a 380 euro, sempre a condizione che siano rispettati tutti i requisiti previsti. Non tutte le spese, va ricordato, danno diritto alla stessa percentuale di detrazione: per ciascuna categoria occorre verificare requisiti, limiti e modalità di pagamento previsti dalla normativa.

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