La Cassazione ha stabilito che se i genitori non ce la fanno, a mantenere i nipoti devono pensarci tutti e quattro i nonni, e chi ha pagato da solo può rivalersi sull’altro ramo della famiglia. Ma chi l’ha mai visto un nonno che presenta la fattura? I regali senza ricorrenza, la retta della piscina, le banconote infilate in tasca, e poi quello che non si calcola: il tempo, le storie, i ricordi. Enea fuggiva da Troia con il vecchio Anchise sulle spalle e il piccolo Ascanio per mano. Oggi è Anchise a portare il figlio sulle spalle e a tenere per mano Ascanio. Oltre quattro milioni di nonni accudiscono i nipoti, con un risparmio fino a 19mila euro l’anno a famiglia. Il vero welfare. La Suprema Corte stabilisce che possono dividersi la spesa, ma noi conosciamo solo nonni che fanno a gara a chi dà di più, anche quelli che hanno poco. A Napoli si dice: «A gghiénnere e nnepute, chello che ffaje è ttutto perduto» (a generi e nipoti quello che fai è perduto). I giudici fanno i conti, ma i nonni sanno che il bilancio tra dare e avere sarà sempre in perdita. Fanno investimenti a fondo perduto su un futuro che forse non vedranno. Del resto, pure Anchise morì prima di arrivare nel Lazio.




