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Vaticano, Papa Francesco e la frase sconcertante sui terroristi islamici: "Sono poveri, almeno così..."

Giulio Bucchi
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"Cosa fa un giovane senza lavoro? Si suicida, fa il ribelle, o prende l'aereo e va in una città che non voglio nominare e si arruola all'Isis o in un altro di questi movimenti guerriglieri, almeno ha senso vivere e avrà uno stipendio mensile". Non l'ha detto Alessandro Di Battista, il grillino per cui con i terroristi bisogna trattare, ma Papa Francesco davanti ai 300 giovani accorsi lunedì in Vaticano per il Presinodo. Leggi anche: "Cos'è chi va con le prostitute". Papa Francesco senza precedenti Come sottolinea il Tempo, il giudizio del Pontefice oltre che sconcertante cade nel luogo comune "pauperista" del terrorista che diventa tale dopo una vita di stenti e senza speranze. Sbagliato: come ricordava un rapporto della Banca Mondiale del 2016, le reclute dell'Isis sono in realtà più inserite socialmente dei connazionali che non compiono la scelta di arruolarsi. Quasi il 70% dei guerriglieri islamici ha un titolo di studio come minimo di scuola superiore, il 25% una laurea e la gran parte aveva un lavoro prima di imbracciare un mitra.

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