"Apparentemente molte operazioni di acquisizione sono state presentate, dagli attori cinesi, come diversificazione ed investimenti. In realtà la strategia imperialista del Partito Comunista Cinese pianifica e giustifica acquisizioni cosiddette 'strategiche' e di controllo con assoluta precisione e pianificazione di medio-lungo periodo. L’Europa, in questo, risulta perdente, perché non ha una strategia unitaria ne una visione a medio-lungo periodo. Strumenti come il Buy Europe sono soltanto tardive pezze calde verso un malato cronico".
Paolo Costantini, generale della Guardia di Finanza in congedo, in un'intervista rilasciata al Tempo ha spiegato come il dragone sia riuscito a entrare nella plancia di comando del mondo. "Esiste ed è evidente l’iniziativa imprenditoriale privata in Cina e, formalmente, la distinzione con le aziende di Stato è palese - ha sottolineato il generale -. Ma laddove le imprese rivestono un ruolo strategico (ed il concetto di 'prodotto strategico' in Cina è molto più ampio di quello conosciuto in Europa), lo Stato diventa protagonista assoluto. In questo è ovvio che gli apparati di intelligence cinesi, anche grazie agli accresciuti poteri conferiti dalla N.I.L. del 2007/2008, hanno 'preso in mano' in modo deciso e netto le operazioni industriali e commerciali, nonché finanziarie, al fine di preservare gli interessi assoluti del Paese. Commentare la N.I.L. del 2007/2008 sarebbe molto utile, in questo senso, al fine di far comprendere la reale portata dell’intelligence cinese sull’economia locale, ma soprattutto globale".
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Kerry Brown e Kalley Wu Tzu-hui, nel loro straordinario libro History,the United States and a Rising China.The Trouble w...Secondo Costantini, in passato l'Italia ha sottovalutato il pericolo cinese: "Purtroppo i molti 'warning' che le Agenzie di intelligence italiane hanno lanciato negli anni verso le istituzioni ed i Governi che si sono succeduti, non hanno sortito l’effetto sperato. La Cina, al contrario, è entrata in Italia in settori strategici avendo quello 'sguardo lungo' che non abbiamo compreso in pieno. I canali di influenza sono sempre gli stessi, e sono quelli tipici delle strutture di intelligence: individuazione degli anelli deboli, come ad esempio aziende strategiche o potenzialmente strategiche con capitalizzazione debole e familiare, analisi dei potenziali talenti presenti sul territorio nazionale nei vari settori, partiti politici in affanno finanziario o nascenti. La sottovalutazione è stata tanta".
E ancora: "Se possiamo credere alla favoletta che inizialmente la Cina investiva per diversificare ed ottenere dividendi da società italiane che promettevano buone crescite finanziarie degli investimenti, oggi la Cina é più allettata dal cosiddetto 'dividendo cognitivo', ossia entrare in plancia di comando della partecipata italiana e trasferire il know how industriale direttamente in Cina, specie se si tratta di imprese con profili dual use. In queste ore, si sta consumando un caso molto evidente di questo cambio di indirizzo: la Partecipazione in Ferretti, gigante della nautica da diporto (all’epoca dell’investimento settore sconosciuto e non praticato dai cinesi), sta mutando in una operazione dual use con il tentativo di portare una parte di tecnologia nautica in Cina. La Golden Power, a mio avviso, se esercitata tardivamente può solo danneggiare l’economia nazionale perché andrebbe, a mio avviso, coadiuvata con una preventiva azione di intelligence al fine di individuare prima le criticità per poi intervenire con lo strumento normativo".




