Libero logo

Sudafrica, il dopo Mandela è una polveriera

Quarant’anni, di etnia zulu, la presentatrice radio, podcaster e attivista Jacinta Ngobese-Zuma ha fondato nel marzo 2024 quell’organizzazione March and March che chiede l’espulsione dei migranti
di Maurizio Stefaninilunedì 29 giugno 2026
Sudafrica, il dopo Mandela è una polveriera

2' di lettura

Quarant’anni, di etnia zulu, la presentatrice radio, podcaster e attivista Jacinta Ngobese-Zuma ha fondato nel marzo 2024 quell’organizzazione March and March che chiede l’espulsione dei migranti dal Sudafrica. «Sono moglie, madre, studentessa di giurisprudenza, attivista e agricoltrice», si presenta. «Ero sempre più turbata dai rapimenti di bambini, dall'arrivo della droga nelle nostre comunità, e dietro a tutto ciò c'era sempre uno straniero. Mi toglieva il sonno», così spiega la sua scelta.

«Non potevo ignorare le grida delle madri che non riuscivano ad accedere all'assistenza sanitaria o a trovare posti nelle scuole per i loro figli, perché le strutture erano sovraffollate, in molti casi a causa di immigrati clandestini. Dovevo fare qualcosa. Non perché fossi personalmente coinvolta. Conduco una vita agiata. Ma non potevo restare a guardare mentre quello che succedeva sembrava non importare a nessuno, così ho deciso che dovevamo organizzare una marcia di protesta. L'ho pubblicizzata sui social media ed è così che è esploso tutto. Non mi aspettavo che il movimento crescesse in questo modo, ma eccoci qui, a sollevare questioni che il governo ha ignorato per anni».

Sudafrica, africani in piazza contro gli immigrati: cosa sta succedendo

L'immigrazione spazientisce anche gli africani. In Sudafricani i cittadini scendono in piazza durante i cortei per p...

Le stime valutano i migranti in Sudafrica tra i 3 e i 4 milioni, ma secondo lei l'immigrazione clandestina «va dai 15 ai 30 milioni di persone». «Non siamo xenofobi. Quello che vogliamo è che gli immigrati clandestini vengano rimpatriati, in modo che le risorse limitate vadano a beneficio dei sudafricani poveri e vulnerabili. Ogni Paese dà priorità ai propri cittadini. Perché il Sudafrica non dovrebbe farlo?», dice. Un forte appoggio le arriva da uMkhonto we Sizwe: partito fondato dall'ex -presidente Jacob Zuma quando è stato cacciato dall'African National Congress, e che a parte la suaxenofobia ha posizioni catalogabili come di estrema sinistra. Intanto, il governo del Mozambico ha denunciato come cinque suoi cittadini siano stati uccisi in «attacchi xenofobi» alla fine di maggio, e all'inizio del mese circa 100 persone provenienti dal Mozambico e dal Malawi hanno cercato rifugio nel municipio di Kleinmond la scorsa settimana, dopo che una folla inferocita aveva intimato agli stranieri, riuniti in un insediamento informale, di andarsene.

Molti hanno dichiarato all'agenzia di stampa Reuters di volere aiuto dai propri governi per tornare a casa, già il Ghana ha organizzato voli per diverse centinaia di suoi cittadini per farli tornare dal Sudafrica, mentre la Nigeria si prepara a fare altrettanto, e 15.000 cittadini del Malawi sono stati espulsi. Anche Zimbabwe, Kenya e Repubblica Democratica del Congo consigliano ai propri cittadini di rimpatriare. Sono giunte segnalazioni di gruppi di vigilantes che controllano i documenti dei cittadini stranieri e costringono alla chiusura le piccole imprese gestite da non sudafricani.