A Ceuta la tensione non cala. Dopo l’ondata migratoria che ha travolto l’exclave spagnola in Marocco, adesso a preoccupare sono anche i cartelli comparsi sui social marocchini: fotografie di cittadini spagnoli indicati come bersagli e, accanto ai loro volti, una taglia. “Vivo o morto”, come nei vecchi manifesti del Far West. Non è chiaro se si tratti di una provocazione o di una minaccia concreta. Di certo quei volantini stanno circolando molto online e hanno alimentato la paura tra gli abitanti di Ceuta. Nel mirino ci sarebbero alcuni degli spagnoli che si erano ribellati quando i marocchini hanno assaltato la città. Il clima nell’exclave è diventato ancora più pesante perché, scrive Il Giornale, sono stati trovati anche armi nascoste nella boscaglia intorno alla città. E nelle strade alcuni marocchini si sarebbero fatti riprendere con dei coltelli. Intanto Pedro Sanchez è in vacanza, mentre per il 15 agosto i marocchini si starebbero mobilitando per rientrare nell’exclave.
“Sánchez predica bene e razzola male. La Spagna ha il record di morti in mare, mentre l’Italia, dove vediamo Guardia Costiera, Guardia di Finanza, Carabinieri, Polizia, perennemente sotto accusa, ha il record dei salvataggi - si legge sul Giornale -. Ovviamente ogni tanto capita una tragedia in mare che nessuno di noi vuole vedere, ma la differenza è che noi abbiamo il record dei salvataggi e loro hanno il record delle morti”. La Spagna, quindi, avrebbe copiato il modello Albania promosso dall’Italia, dopo aver compreso che l’idea degli hub esterni ai confini europei rappresenta una possibile risposta all’immigrazione irregolare. Ma a Ceuta il problema è soprattutto quello che accade dentro la città.
Ceuta invasa, dietro una rete di influencer? Le rotte da seguire e gli hashtag
Dietro l'invasione di migranti a Ceuta, ci sarebbero video motivazionali e comunicazioni diffuse sui social network....Gli spagnoli, sentendosi abbandonati dalle istituzioni, hanno iniziato a organizzare ronde fai-da-te per cercare gli irregolari ancora presenti fuori dai centri abitati. I media locali scrivono che “gruppi di residenti hanno bloccato gli ingressi con recinzioni e montano la guardia 24 ore su 24”. In alcuni gruppi WhatsApp, inoltre, sarebbero state condivise immagini e posizioni di migranti nascosti nei boschi o lungo le scogliere, con l’obiettivo dichiarato di “andare a prenderli tutti”. Una reazione che fotografa soprattutto una situazione ormai fuori controllo: quando i cittadini sentono di doversi difendere da soli, il problema non è più soltanto l’emergenza migratoria.




