Stavolta è direttamente la Guardia Civil a smentire il governo socialista spagnolo, sostenendo che ci sono ancora 6mila immigrati che vagano per le strade di Ceuta «senza che i loro bisogni vengano soddisfatti». Ovvero non solo l’emergenza dell’enclave in nord Africa è tutt’altro che risolta, ma a dispetto dei proclami umanitari costantemente avanzati dal governo socialista di Madrid, migliaia di immigrati sono stati abbandonati al loro destino senza alcun aiuto. Alcuni immigrati peraltro sarebbero anche feriti e una ragazza ha raccontato a El Mundo di essere andata all’ospedale con un taglio in testa ma che nessuno l’avrebbe curata. Altri immigrati sostengono di essere stati aggrediti da bande di civili prima dell’intervento delle Forze dell’ordine.
Gli stessi agenti insieme ai soldati dell’esercito stanno cercando di rimediare alla situazione radunando gli immigrati sulla spiaggia di Tarajal per poi cercare di scortarli verso il confine, ma è una fatica di Sisifo: gli invasori scappano di nuovo e tornano indietro. La situazione drammatica è stata documentata anche dai primi youtuber che hanno raggiunto Ceuta, come dutchtravelmaniac e mansilla.es che hanno postato video in diretta della stessa spiaggia Tarajal letteralmente ricoperta da bivacchi di immigrati. Si tratta per la gran parte di persone provenienti dall’Africa subsahariana che attraversato il confine non saprebbero nemmeno dove andare e non hanno quindi alcuna intenzione di tornare volontariamente in Marocco.
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Il loro obiettivo rimane quello di raggiungere la Spagna continentale e quindi l’Europa e per alcuni di loro, cioè per i minori, il sogno potrebbe anche farsi realtà. Il presidente di Ceuta Juan Jesús Vivas ha ripetuto che la situazione per gli immigrati minori è insostenibile e ha chiesto che lo Stato se ne faccia carico. Si parla di “bambini”, ma si tratta in realtà di oltre mille ragazzi perlopiù tra i 14 e i 17 anni che Madrid starebbe studiando il modo di distribuire alle regioni. Dalle Comunidad però stanno arrivando una serie di “no” e di mugugni, se non addirittura veri e propri ricatti. È il caso di Junts che ha fermamente respinto ieri l’idea di accogliere in Catalogna i minori non accompagnati provenienti da Ceuta sollecitando la delega dei poteri in materia di immigrazione alla Generalitat. La portavoce di Junts al Congresso, Miriam Nogueras, ha fatto capire che il partito separatista di Puigdemont potrebbe togliere l’appoggio al governo centrale accelerandone la caduta. Nogueras ha sottolineato che la Catalogna «non deve coprire la negligenze della Spagna che regolarizza migliaia di immigrati ed è incapace di controllare i confini».
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Accuse forti che Pedro Sanchez è costretto a non ignorare. Sul punto però si rischia una rottura anche nell’opposizione di destra. Un po’ a sorpresa infatti il Pp di Feijoo ha aperto la strada a una distribuzione dei minori tra le comunità autonome «equa, ben finanziata e pianificata», ma i rappresentanti di Vox in Andalusia ed Estremadura, dove governano in coalizione con i popolari, hanno avvertito che si opporranno con ogni mezzo. Manuel Gavira di Vox e vicepresidente andaluso ha ricordato che l’accordo di governo tra il Pp e il suo partito include al punto 12 il «rifiuto categorico dell’arrivo di ulteriori immigrati clandestini, sia adulti che minori, in Andalusia». Parlando della crisi di Ceuta e del premier Sanchez, ieri il leader di Vox Santiago Abascal ha detto che la Spagna «non ha mai avuto un governante più spregevole in tutta la nostra storia».




