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Liegi, "fascista e collaborazionista": prof preso a torte in faccia, estrema sinistra alla frutta

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venerdì 25 settembre 2026
Liegi, "fascista e collaborazionista": prof preso a torte in faccia, estrema sinistra alla frutta

2' di lettura

"Fascista e collaborazionista": il professore di elettromeccanica Damien Ernst è stato preso a torte in faccia all'università di Liegi, in Belgio. Lo stimato docente è una figura di riferimento per i media sulle questioni energetiche ma è anche noto per le sue posizioni vicine al Mr (Mouvement Réformateur), la principale forza del centrodestra belga. Da tempo è finito nel mirino dell'estrema sinistra per aver difeso il nucleare, per i suoi studi sull’intelligenza artificiale e per aver collaborato con un'azienda del settore bellico. 

E così, durante una lezione tenuta all’università, è stato improvvisamente accerchiato e colpito da torte alla panna davanti ai propri studenti. Dei ragazzi con il volto parzialmente coperto da cappelli e barbe da Babbo Natale sono entrati in aula e subito lo hanno attaccato urlandogli contro parole come “fascista” e “collaborazionista”, poi sono scappati. Il blitz, infine, è stato rivendicato da un collettivo ideologizzato che si autoattribuisce il nome di “vero comitato (popolare) di etica dell’ULiège”, in collaborazione con la Flam (Fronde Liégeoise Anti-Militariste), che ha poi pubblicato il filmato online. Il gruppo ha diffuso un comunicato vantandosi del gesto, sostenendo di aver “disturbato in modo pasticciero” il corso e ammettendo che “ci abbiamo preso molto gusto”.

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Secondo loro, si tratta di una risposta proporzionata contro il ricercatore: “Non ci sembra, così facendo, di aver esagerato molto nella risposta: questo imbecille è una piaga che le torte non fermeranno, che sia chiaro a tutti”. Ai microfoni di Sudinfo, Ernst, che già in passato è stato costretto a vivere sotto protezione, ha spiegato di aver inizialmente pensato a uno scherzo, “ma quando si sono avvicinati e mi hanno lanciato le torte, lo hanno fatto con una vera violenza. È stata a tutti gli effetti un’aggressione fisica”. Il docente, poi, ha sottolineato la bontà del suo lavoro scientifico e della sua collaborazione con l'azienda Thalès, volta a rendere “i suoi razzi più efficaci grazie all’intelligenza artificiale”.

Intanto, il rettore dell’università di Liegi ha condannato l'aggressione perché “tali atti sono esattamente l’opposto del pluralismo e del rispetto reciproco che ULiège si impegna a incarnare. Questo tipo di assalto non esprime alcuna idea, non avanza alcun dibattito e riduce la riflessione al livello degli istinti primordiali. Un’indagine è in corso e l’Università si riserva il diritto di perseguire azioni legali e, se necessario, disciplinari contro questo atto intollerabile all’interno delle sue mura”.

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