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Immigrazione, via libera del Parlamento Ue al "piano italiano": vince Meloni

giovedì 26 marzo 2026
Immigrazione, via libera del Parlamento Ue al "piano italiano": vince Meloni

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È stato approvato in seduta plenaria al Parlamento europeo di Bruxelles l'avvio dei negoziati sulla riforma della legislazione Ue in materia di rimpatri, con 627 votanti, 389 favorevoli, 206 contrari e 32 astenuti. Si tratta di una nuova, importante vittoria della linea imposta da Giorgia Meloni e dal governo italiano sul tema immigrazione.

Il Parlamento europeo ha dato il via libera alla fase negoziale con il Consiglio Ue per definire un nuovo quadro giuridico sul rimpatrio dei cittadini di paesi terzi che soggiornano irregolarmente nell'Unione. La posizione adottata dagli eurodeputati prevede l'obbligo di cooperazione per le persone destinatarie di una decisione di rimpatrio e introduce norme più stringenti in caso di mancata collaborazione, inclusa la possibilità di detenzione fino a 24 mesi.

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Il testo apre inoltre alla possibilità di effettuare rimpatri verso Paesi terzi sulla base di accordi con gli Stati membri o con l'Ue, inclusi i cosiddetti hub di rimpatrio (è il cosiddetto modello-Albania, l'accordo stipulato tra Roma e Tirana per la creazione di CPR sull'altra sponda dell'Adriatico), e stabilisce regole più rigorose per i soggetti considerati un rischio per la sicurezza. Infine, viene previsto un rafforzamento del sostegno finanziario e operativo dell'Unione e delle sue agenzie a favore degli Stati membri per la gestione dei rimpatri. 

"Stati membri e popoli europei, da oggi, possono riprendere il controllo delle proprie politiche migratorie. Grazie al lavoro e al voto della Lega e del gruppo dei Patrioti, è stato confermato un sistema di regole più stringenti per il rimpatrio dei migranti", scrivono in una nota gli eurodeputati della Lega (PfE) al Parlamento europeo dopo il passaggio del nuovo regolamento sui rimpatri, sostenuto dalle forze di destra e centrodestra dell'Eurocamera.

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"Tra i punti salienti, la stretta sul fermo amministrativo per prevenire il rischio di fuga, l'istituzione degli hub nei Paesi terzi (sul modello italiano in Albania), nuovi limiti all'effetto sospensivo dei ricorsi, nonché l'obbligatorietà del divieto d'ingresso in caso di rimpatrio forzato e la possibilità per le autorità di accedere ai dispositivi elettronici per ottenere informazione da parte dei soggetti sottoposti ad allontanamento che non collaborano", rilevano gli europarlamentari leghisti.

"Il Consiglio, oggi, riceve un mandato preciso e chiaro, da parte di una maggioranza politica di centrodestra al Parlamento europeo. La Lega chiede che queste misure siano ora approvate e confermate pienamente, nei successivi passaggi interistituzionali, per riconsegnare alle autorità nazionali e locali un ulteriore strumento nella gestione dei flussi, con maggiore sicurezza e legalità nelle nostre città", concludono.