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Immigrazione, hub in tre Paesi africani: Ue, la mossa della Meloni

di Roberto Tortoramartedì 4 agosto 2026
Immigrazione, hub in tre Paesi africani: Ue, la mossa della Meloni

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L’Italia prepara la stretta sui migranti irregolari e porta in Europa il piano degli hub esterni. Come riferisce il Corriere della Sera, il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, presenterà al Consiglio europeo straordinario - dedicato al tema migratorio - una lista ristretta di tre Paesi africani con cui avviare nuovi accordi: Ruanda, Uganda e Ghana.

L’obiettivo del governo, sostenuto da Giorgia Meloni, è creare strutture sul modello di quelle realizzate in Albania, destinate all’identificazione e al rimpatrio dei migranti clandestini. In questi tre Paesi i negoziati sono già stati avviati da Germania e Danimarca. Palazzo Chigi punta ora a una "gestione condivisa" a livello europeo. Sul tavolo del vertice ci sarà anche la proposta italiana di applicare la “dichiarazione di Chisinau”, firmata tre mesi fa da 46 Stati del Consiglio d’Europa.

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Il documento riguarda una possibile revisione dei regolamenti della Corte europea dei diritti dell’uomo (Cedu), con l’obiettivo, secondo il governo, di “adeguare il quadro giuridico internazionale alle sfide poste dalla moderna migrazione irregolare”. Tra i punti indicati nella dichiarazione c’è una maggiore attenzione nei rimpatri dei “soggetti ritenuti pericolosi o accusati di gravi reati, ponendo l’accento sulla sicurezza pubblica”. Allo stesso tempo viene riconosciuto “l’innegabile diritto sovrano degli Stati di controllare l’ingresso e il soggiorno degli stranieri, unito all’obbligo di proteggere i confini nel rispetto della Cedu”.

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Il pacchetto italiano prevede anche il rafforzamento di Frontex e nuovi partenariati economici, una rete di “piccoli Piani Mattei” per convincere i Paesi terzi a ospitare i centri in cambio di investimenti, cooperazione e vantaggi sui dazi. Secondo fonti di governo citate dal Corriere, l’obiettivo emerso dalla riunione degli ambasciatori Ue è “rafforzare gli strumenti contro l’immigrazione irregolare, eliminando i fattori di attrazione e aumentando la capacità di deterrenza dell’Unione”. Alla vigilia del Consiglio, Ursula von der Leyen ha indicato cinque priorità: “Prevenire gli arrivi degli irregolari attraverso la cooperazione con i Paesi terzi; rafforzare i confini esterni; attuare i sistemi di allerta; smantellare le reti di trafficanti; rafforzare i rimpatri”. La linea europea si sposta dunque sempre più verso il controllo delle frontiere e gli accordi con i Paesi d’origine e transito.