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Massimo Giletti, Maurizio Costanzo: "Perché Non è l'arena è un programma diverso dagli altri"

di Davide Locanodomenica 29 aprile 2018
2' di lettura

Segnalo che, domani, mercoledì 25 aprile, andrà in onda su Raidue, alle 21.10, la replica, dopo quattro anni dalla sua prima emissione, di A modo mio. Si tratta di un omaggio affettuoso e ben confezionato a Lucio Dalla, con molti ospiti e anche con una imperdibile conversazione tra Lucio Dalla e Federico Fellini. Questi palinsesti ospitano spesso analoghe «chicche»: basta avere la pazienza di trovarle. Il canale La7 continua a crescere, specialmente per alcuni suoi talk. Cito Di Martedì, condotto da Giovanni Floris che, nella puntata andata in onda il 17 aprile, ha toccato e superato l’8% di share, con un milione e ottocentomila telespettatori. Il programma è fatto molto bene, ma è anche vero che quel canale si sta specializzando in talk di approfondimento. Lo stesso discorso vale per Non è l’Arena, condotto la domenica alle 20.35 da Massimo Giletti. Il programma dura ben quattro ore, fa una media del 6,70% di ascolto, ma raggiunge molte fasce di telespettatori per anagrafe e per cultura. Questo, per dire che La7 è ragionata, pensata, non come si fa di solito per ogni programma, ma anche nella sua linea editoriale. Va bene (ed è giusto che sia così) La Corrida, riproposta dopo molti anni, da Carlo Conti. Ho letto - e mi ha fatto piacere - che la vedova di Corrado Mantoni, Marina Donato, che aveva per anni seguito il lavoro di suo marito, si è detta soddisfatta. In realtà le differenze tra Corrado e Carlo Conti sono più d’una, ma è certo che l’insieme è piaciuto al pubblico. E questo vuol dire: risultato raggiunto. di Maurizio Costanzo

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