«Il mio contratto? È un momento così importante della stagione che pensare a questioni personali, soprattutto da parte mia, sarebbe una mancanza di rispetto verso i giocatori, la società e i tifosi». Il pensiero, di circostanza, è di Antonio Conte. Parole d’obbligo alla vigilia di una sfida di campionato (in casa contro il Bologna oggi alle 18.30) che può portare un altro fondamentale tassello sulla strada del terzo tricolore di fila. Ed allora è naturale che un allenatore esperto e sagace nella dialettica non dia spazio a distrazioni o potenziali equivoci. Anche perché, nel consolidato canovaccio di fine stagione, molti ritengono la partita una formalità mentre Conte pretende dai suoi giocatori concentrazione da finale. Un’allergia ai cali di tensione con conseguente picco continuo di rendimento che ormai ha stregato molti club esteri, partiti all’attacco con corteggiamenti serrati. Il nome grosso che si è avvicinato per primo all’allenatore della Juve sembra sia stato il Monaco, la squadra francese guidata da Claudio Ranieri ormai da tempo in discussione. Conte però - dicono i bene informati - ha rifiutato la mega offerta propostagli dal magnate russo Rybolovlev, da 7 milioni di euro a stagione. Un ingaggio più che doppio rispetto all’attuale (3 milioni). Un contratto, quello con i bianconeri, che scadrà il prossimo anno. Ed ecco che allora le voci si infittiscono e anche i dubbi di Conte di rimanere a Torino, probabilmente, aumentano. Anche perché dopo tre (probabili) scudetti consecutivi, non ha più nulla da chiedere alla serie A. E la Juventus potrebbe non garantirgli il budget adatto a comprare quei giocatori che lui ritiene siano in grado di fargli vincere la prossima Champions. Infine la sua ambizione lo potrebbe portare a guardare oltreconfine. E allora ecco la clamorosa idea dei dirigenti del Barcellona, pronto a dare l’addio al deludente Tata Martino: finita l’era del tiki-taka, c’è la volonta di cambiare filosofia di gioco e di approccio, una ricostruzione a partire dalla mentalità che Conte ha dimostrato di saper fare - e bene - con la Vecchia Signora. E l’idea di sfidare, nel Clasico del prossimo anno, il Real Madrid di Ancelotti potrebbe essere una grande tentazione. In più sarebbe interessato anche il Manchester City, nel caso di un fallimento del progetto Pellegrini. Certo è che la Juve dovrebbe fare di tutto per accontentare Conte. E Marotta e Agnelli si stanno muovendo proprio in questa direzione. Hanno individuato un profilo adatto alle esigenze del tecnico, come quello dell’attacante del Barcellona Alexis Sanchez, ex Udinese, che non vede l’ora di tornare in Italia. Infine Conte, al di là della sua fama di sergente di ferro, è capace di seguire la strada dove lo porta il cuore e non solo il portafogli. Lui è juventino nell’anima. E, in questi anni, è diventato un capopopolo adorato dai tifosi della Vecchia Signora. Lasciare Torino, senza aver disputato una Champions da vero protagonista, sarebbe un fardello troppo pesante. E rimanendo bianconero, potrebbe diventare il primo vero Ferguson all’italiana. Il tecnico al quale Antonio Conte guarda più con ammirazione. di Giampiero De Chiara




