Silvio Berlusconi sta oliando la sua macchina da guerra in vista delle Europee di maggio. Ha nominato i nuovi coordinatori regionali per organizzare la campagna elettorale e per un possibile election day con le Politiche. Ma anche un passo fondamentale per rafforzare il partito prima che la sentenza che ha portato alla sua decadenza diventi esecutiva. Il 2014 sarà per il Cavaliere un anno molto difficile sotto il profilo della giustizia: il tribunale di sorveglianza di Milano dovrà decidere se concedere o negargli l'affidamento ai servizi sociali e non è detto che vengano soddisfatte le sue richieste, poi c'è il processo Ruby Uno. E tutto con una tempistica che sulla carta potrebbero impedirgli non solo di candidarsi anche nel 2015, ma neanche di fare campagna elettorale da uomo libero. Tempi stretti - I conti sono presto fatti. La decisione sui servizi sociali secondo i suoi legali dovrebbe avvenire in autunno, ma i magistrati prenderanno in considerazione la pratica Berlusconi tra marzo e aprile: quindi sembra per lui preclusa anche la possibilità di spendersi in prima persona per le Europee. Come "affidato" i suoi movimenti dovranno essere tutti autorizzati: dagli spostamenti da Roma (dove ha la residenza) a Milano, alle partecipazioni in tv, alle interviste, agli incontri... ogni voltà dovrà fare domanda al giudice sperando che gli venga accordato il permesso. Se poi il Tribunale di sorveglianza dovesse decidere per i domiciliari, sarebbe a tutti gli effetti un detenuto in casa. La pena dei 9 mesi che deve scontare (erano 4 anni scontati a 3 grazie all'indulto e l'anno che resta scontato ulteriormente di 45 anni ogni sei mesi per la legge Gozzini) finirebbe a febbraio 2015. Ma nel frattempo la Cassazione si sarà espressa sul processo Ruby che avrà il processo d'appello fissato molto probabilmente in primavera e che si concluderà prima dell'estate in poche udienze. Come ricorda Repubblica, si potrebbe ripetere lo stesso scenario di Mediaset, con una Cassazione che stavolta però, senza la prescrizione incombente potrebbe chiudere la vicenda all'inizio del 2015. In caso di nuova condanna superiore a due anni Berlusconi perderebbe subito i benefici dell'indulto per Mediaset e ci sarebbe il cumulo con la nuova pena. Con reati gravi come quelli che gli contestano Berlusconi rischia il carcere, salvo che non intervenga una norma che escluda definitivamente gli over 75 dal carcere.




