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Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista, l'indiscrezione che scuote il M5s: "Pace durata il tempo del video"

di Giulio Bucchidomenica 6 gennaio 2019
2' di lettura

Tra Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista la pace rischia di durare il tempo di un'istantanea, al più i due minuti di video in tandem realizzato dalle nevi delle Dolomiti per salutare i fan grillini e lanciare la campagna elettorale del M5s per le elezioni europee del prossimo maggio. Leggi anche: "Disposti a cancellare tutto". Di Maio alla canna del gas, dove arriva per tenersi la poltrona Da oggi infatti i due capetti a 5 Stelle, le cui strade si sono divise per 7 mesi (Di Maio al governo, Dibba inviato del Fatto quotidiano in Centro America), dovranno trovare il modo di convivere senza pestarsi troppo i piedi. L'obiettivo è comune, ma pure la ribalta e i metodi dei due sono opposti. Di Maio sarà costretto ad andare a braccetto con l'alleato a Palazzo Chigi Matteo Salvini, Di Battista è stato richiamato in Italia proprio per arginare lo strapotere del leader leghista e, se possibile, rubargli pure qualche voto prezioso degli indecisi. Sono stati gli stessi grillini, con Davide Casaleggio in testa, a incoronare Di Battista "l'anti-Salvini", come nel 2016 fu "l'anti-Renzi" (con successo) nella campagna per il no al Referendum costituzionale che, di fatto, ha distrutto Pd e centrosinistra. È lui il più amato da una base, parlamentare ed elettorale, spiazzata dai compromessi obbligati di Giggino, ministro e vicepremier. "Si vogliono davvero bene", ripetono come un mantra nel Movimento per sminare il campo, ma la storia, ricorda malizioso Tommaso Labate sul Corriere della Sera, ricorda molto da vicino quella di Massimo D'Alema e Walter Veltroni. Così amici da accoltellarsi in modo letale a più riprese. Lo spot "forzato" sulla pista da sci, a placare i dubbi dei 5 Stelle e lo slogan ritrito del taglio degli stipendi degli onorevoli (che ha fatto contento Dibba e creerà molti grattacapi a Di Maio in Parlamento) sarebbero due segnali delle "possibili ruggini che potrebbero tornare presto a corrodere il loro rapporto". Come nel passato, quando Di Battista tuonava contro Silvio Berlusconi o lo stesso Salvini, mettendo in grave imbarazzo un Di Maio già in confusione in proprio. Perché due "numeri uno" non funzionano mai, soprattutto in politica.  Video: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev