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Cinema: domani Romafilmfestival celebra Tiberio Murgia (2)

domenica 18 novembre 2012
Cinema: domani Romafilmfestival celebra Tiberio Murgia (2)

2' di lettura

(Adnkronos) - Con loro il regista Sergio Naitza e i produttori Luca Melis e Davide Melis per Karel. 'L'insolito ignoto - Vita acrobatica di Tiberio Murgia' ripercorre in 103 minuti la carriera dell'attore oristanese, i suoi 155 film ma anche e soprattutto la sua storia personale: quella di un sardo che si riscatta dopo una infanzia e una giovinezza di fame e stenti, decide di emigrare a Roma e attraversa come un funambolo mille vicissitudini personali. Impenitente fedifrago, manovale col piccone, lavapiatti che il destino fara' incontrare con Mario Monicelli, Tiberio Murgia nella vita ha interpretato la sua storia di "cenerentolo" baciato dalla fortuna nella dolce vita dell'Italia del boom e portato dal destino ad abbandonare sul set la sue origine sarda per vestire i panni di un focoso siciliano. Il collante del film e' una lunga intervista in gran parte inedita, raccolta due mesi prima della morte, piu' materiali d'archivio, irrobustita da testimonianze di familiari (i figli Manuela, Giampiero, Graziella e Anna; la sorella Zaira e il fratello Salvatore; la nipote Manuela), amici di infanzia (Carletto Atzori, Nino Manis e Giovanni Pinna), registi (Mario Monicelli, Corrado Farina; Mariano Laurenti; Filippo Martinez; Paolo Todisco) attori (Lando Buzzanca; Nino Castelnuovo; Vittorio Congia; Enzo Garinei, Riccardo Garrone; Benito Urgu; Saverio Vallone; Marco Leandris) e attrici (Claudia Cardinale, Maria Grazia Buccella; Valeria Fabrizi; Marcella Rufini; Antonella Lualdi; Giorgia Moll; Gina Rovere, Vittorina Ledda), colleghi di lavoro (Mario Maldesi, direttore di doppiaggio); critici (Goffredo Fofi, Emiliano Morreale, Steve Della Casa, Marco Giusti). "Mio padre era egoista ma aveva anche un cuor d'oro e ha vissuto sempre come fosse stato dentro uno schermo cinematografico - spiega la figlia, Manuela Murgia, nata dal secondo matrimonio dell'attore, gia' celebre come Ferribotte quando incontro' sua madre, a inizio anni Sessanta - Vita privata e carriera hanno finito per intrecciarsi, mio padre si e' messo nel '58 la maschera di Ferribotte e non se l'e' piu' tolta, ma chi glielo faceva fare: era come se avesse vinto alla Lotteria. Ha guadagnato molto, col cinema, ma alla fine ha scialacquato gran parte di quel che la vita gli aveva offerto. Le donne, eh … le donne sono state un pallino per mio padre, e io lo so bene … ". (segue)