Roma, 14 nov. - (Adnkronos) - Le occupazioni dei teatri e dei luoghi culturali "per quanto possano essere motivate da buone intenzioni e, a volte, riescano ad ottenere risultati magari apprezzabili viaggiano comunque sempre sul filo conduttore dell'illegalita'". Lo sottolinea, in una nota il presidente dell'Agis Lazio, Pietro Longhi, prendendo spunto dalla vicenda dell'ex cinema America di Roma, occupato ieri pomeriggio, per "parlare dell'occupazione dei teatri e degli spazi culturali in genere". "Per quanto possano essere meritevoli di attenzione tutte le iniziative nate per cercare di salvaguardare il mondo teatrale - continua Longhi- riteniamo che la mancanza di 'politica' da parte delle Istituzioni abbia contribuito a creare un contesto di illegalita' diffusa che penalizza gravemente chi continua ad esercitare questo mestiere nel rispetto delle regole. Per onesta' dobbiamo dire che inizialmente abbiamo pensato che la fase della protesta e dell'occupazione avesse come unico obiettivo il porre all'attenzione dell'opinione pubblica il ruolo determinante della cultura e dello spettacolo, soprattutto grazie all'entusiasmo e al coraggio delle nuove generazioni". "Purtroppo pero' -sottolinea Longhi- come nella migliore tradizione italiana dell'ultimo decennio, ugualmente a tutti gli altri settori produttivi del nostro Paese, sembra che anche in questo caso valga 'la legge del piu' furbo' e non il 'bene comune' tanto invocato. Eppure queste iniziative trovano grande appoggio a livello mediatico, sociale, intellettuale e politico, ma probabilmente coloro che in buona fede sostengono tali azioni non sanno che in molti casi non viene piu' pagato l'affitto, l'energia elettrica, l'acqua, la nettezza urbana, l'Iva, le tasse, eccetera" (segue)


