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Referendum giustizia, indiscrezioni: che cosa accadrà dopo Sanremo

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venerdì 20 febbraio 2026
Referendum giustizia, indiscrezioni: che cosa accadrà dopo Sanremo

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"Prima l'Ariston, poi la giustizia". Manca sempre meno al prossimo referendum sulla giustiza. E le due parti - il Comitato per il "Sì" e quello per il "No" - stanno studiando le strategie da mettere in campo in quest'ultimo mese di campagna elettorale. Dalle parti del centrodestra tutto ruota intorno alla figura di Giorgia Meloni. Al momento ballano due iniziative pubbliche in cui la leader di fratelli d'Italia potrebbe mostrarsi di fronte ai suoi potenziali elettori: il 12 o il 13 marzo a Milano e il 18 a Roma. Ma non è detto che la premier sarà presente. E, in ogni caso, si tratterebbe di iniziative portate avanti da Fratelli d'Italia, che non prevedono quindi gli altri leader Antonio Tajani e Matteo Salvini.

Forza Italia, come riporta il Corriere della Sera, sta preparando una "fase due scoppiettante". Tradotto: maratone oratorie e treni per il "Sì" che attraverseranno l’Italia in lungo e largo con scompartimenti dedicati alle buone ragioni della riforma, incontri, convegni, seminari. E vedremo coinvolto sempre di più anche il segretario della Lega Matteo Salvini. "Il nostro coinvolgimento sarà totale nella seconda fase", hanno assicurato i salviniani della prima ora.

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Discorso diverso per Elly Schlein. Nonostante una buona fetta del Pd sia per il "Sì", la segretaria dem il 12 o il 13 marzo a Milano e il 18 a Roma. "Dobbiamo parlare a una maggioranza nobilmente conservatrice che pensa che sia meglio non fare un salto nel buio", ha spiegato Andrea Orlando parafrasando Enrico Berlinguer. Dalle parti del Movimento Cinque Stelle, invece, oltre al frontman Giuseppe Conte - che si confronterà anche con il ministro della Giustizia Carlo Nordio - ci saranno tre punte di tutto rispetto: Federico Cafiero de Raho, Roberto Scarpinato e Giuseppe Antoci, fieri paladini dell’antimafia prima di essere eletti.

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