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Anm, farsa e autosmentita: "Abbiamo scelto di non rispondere". Ma Parodi, 5 giorni fa...

mercoledì 11 marzo 2026
Anm, farsa e autosmentita: "Abbiamo scelto di non rispondere". Ma Parodi, 5 giorni fa...

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In vista del referendum, l'Associazione nazionale magistrati rincara la dose. L'obiettivo? Convincere gli italiani a votare per il "No". Ed ecco che tuona: "In queste ultime settimane abbiamo deciso di non rispondere mai agli attacchi ricevuti a più riprese da esponenti politici, anche di altissimo profilo. L'appello all'abbassamento dei toni che è stato rivolto a tutte le parti in causa dalla più alta carica dello Stato era, e ancora di più oggi è, assolutamente opportuno. Per cui, anche se il tono e le argomentazioni contro la magistratura italiana sono oramai giunte a un livello inaccettabile per chi auspica la rispettosa collaborazione tra le istituzioni del nostro Paese, continueremo a mantenere inalterata la nostra linea". Una nota, quella della Giunta esecutiva centrale dell'Associazione nazionale magistrati, che però si fa presto a smentire.

In data 5 marzo, infatti, lo stesso Cesare Parodi - presidente dell'Anm - ha voluto commentare quanto detto da Nicola Gratteri e Nino Di Matteo. L'occasione? Niente di meno di un confronto tv con l'ex pm Antonio Di Pietro. "Per natura odio tutte le forme di generalizzazione. Non mi piace l'idea di dire voterà per il sì una categoria generale di persone perché sono sicuro che voteranno per il sì tantissime brave persone, per il no tantissime brave persone", sono state le sue parole.

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E ancora: "Non hanno torto a chiederselo e se evidentemente se lo chiedono si sono dati una risposta - ha aggiunto, sempre con riferimento a quelle dichiarazioni - La domanda è assolutamente legittima, ognuno si darà la sua risposta". Per Parodi, "se questa riforma passerà a chi potrà portare vantaggio effettivamente? Una giustizia meno efficiente, una giustizia meno uguale per tutti, una giustizia dove in qualche misura i giudici sono portati ad avere timore di fare determinate scelte che possono essere influenzate dalla politica. Oggi i giudici hanno delle precise garanzie, sanno che esiste un organismo in grado di intervenire per fare in modo che la loro attività sia protetta, ma non nell'interesse del singolo magistrato". 

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