Come è successo che la Carta fondante la nostra Repubblica, frutto di compromessi tra culture diverse, puntigliosa nell’indicare diritti, ma anche doveri, è diventata “proprietà” della sinistra, Bibbia laica- e perciò intoccabile, su cui fonda la propria identità? È la domanda che si fa Antonio Polito, come sempre spietatamente onesto, nel saggio La Costituzione non è di sinistra. Contro l’uso politico della Carta, per la collana “Libera” della Silvio Berlusconi Editore, in cui ripercorre la storia della Costituzione italiana, mettendo in discussione una serie di dogmi: dal fatto che la Costituzione sia testo fondante di una parte politica al fatto che modificarla sia tradirla. Perché questo è successo, dice Polito. La Costituzione, oggi, è «il campo del dibattito pubblico nel quale (la sinistra, ndr) esercita con maggiore successo la sua egemonia». Tutto inizia, riflette Polito, quando la sinistra si trova senza le ideologie che l’avevano ispirata. È allora che la Costituzione diventa un «manifesto politico». Ma questo accade «forzandone la storia e ignorandone le origini». Da allora, sempre di più, «attentato alla Costituzione» diventa «il mantra con cui ci si oppone a qualsiasi novità legislativa sgradita».
Tanto che, ormai, la sinistra dispone «di un vero e proprio potere di veto sui cambiamenti della Carta, un potere esercitato dalla sinistra dei diritti, versione più moderna di quella di classe del Dopoguerra e di quella riformista-socialdemocratica dei primi anni Duemila». La bandiera del «patriottismo costituzionale» viene sventolata nelle piazze sempre meno rosse. Ma, si chiede Polito, è vero patriottismo o, piuttosto, «feticismo» della Costituzione? Fatto sta che nei cinque referendum costituzionali che si sono tenuti nella Seconda Repubblica, corrispondenti ad altrettanti tentativi di cambiare la Carta, «nessun cambiamento è mai passato contro il volere della sinistra». Le uniche due volte in cui si è riusciti a cambiare la Carta sono state quando la sinistra ha dato il suo placet, quindi, nel 2001, con la riforma del Titolo V, e nel 2020, con quella che ridusse il numero dei parlamentari. Eppure, come Polito ricorda tornando alle discussioni dell’Assemblea costituente, la Costituzione è nata come l’esito di un compromesso tra visioni differenti, spesso con soluzioni considerate provvisorie dagli stessi padri Costituenti. Fa poi svariati esempi di come tanti “principi” declinati in legge, sono stati poi adattati ai tempi, dall’adulterio al concetto di “buon costume”, dall’obbligo di “difendere la patria”- e quindi la leva obbligatoria, poi sospesa - al reato di “incitamento alle pratiche concezionali”. Altro che Carta intoccabile, come ancora si è detto nella recente campagna referendaria che ha portato a bocciare la riforma che sperava le carriere tra pm e giudici, tradendo, come spiega Polito, le volontà degli stessi padri costituenti soprattutto di sinistra che quella separazione avevano auspicato.
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La guerra nel Golfo diventa occasione quotidiana per sparare bombe e bombette in faccia all'avversario politico di t...Il saggio si divide in tre parti. Nella prima si racconta come e perché la Costituzione è stata «rapita» dalla sinistra. Nella seconda si indaga la nuova «sinistra dei diritti» e come essa abbia cambiato radicalmente i principi e i valori di riferimento rispetto a quella tradizionale. Nell’ultima parte, con un lavoro preziosissimo che restituisce il dibattito all’interno dell’Assemblea Costituente, si analizzano gli articoli della Carta che sono stati interpretati in maniera diversa da come erano stati concepiti. Il tutto con il puntiglio di chi, tra ideologia e realtà, preferisce sempre la seconda. Atteggiamento prezioso e raro.




