"Ci ha raggiunti Sigfrido Ranucci". Così è iniziata l'assemblea generale dell'Anm all'indomani dell'attentato dinamitardo a Sigfrido ranucci. Certo, ancora la magistratura non aveva accertato che dietro l'atto criminale ci fosse proprio Valter Lavitola, amico fraterno del conduttore di Report. Ma, alla luce degli ultimi avvenimenti, quel minuti di applausi con tanto di standing ovation mette in imbarazzo la stessa Anm.
Questo video fa più paura di un attentato. Forse - forse! - l'abbiamo scampata. https://t.co/M3SEyP6C5i
— Free4future (@Free4futur99001) August 13, 2026
"Il nostro silenzio in questa fase è più che opportuno, anzi doveroso considerando che c'è un'indagine in corso - ha spiegato il segretario generale Rocco Maruotti al Corriere della Sera -. La verità è che vogliono strumentalizzare l’Anm. Aspettano prese di distanze per dire la Anm scarica Ranucci. O una difesa per dire che l’Anm fa quadrato. Non lo facciamo? Allora si dice: tacciono per imbarazzo. Ma non è così. Nessun imbarazzo, solo rispetto per i colleghi che stanno lavorando per fare piena luce su questa vicenda che al momento vede il giornalista Sigfrido Ranucci persona offesa di un reato commesso da altri".
"Nessun imbarazzo. C’era stato l’attentato. Ranucci non è indagato e risulta che non sapesse del progetto di Lavitola. Non abbiamo fatto un reato, né nulla di male. Se poi questo ha favorito il No e la difesa della Costituzione tanto meglio", il commento di Stefano Celli che portò Ranucci in quell’assemblea dell'Anm.




