Il caso del 42enne bengalese reo confesso di aver molestato sessualmente una 13enne in un minimarket a Torino è diventato un caso non solo di cronaca, ma politico e giudiziario. Il Gip di Torino lo ha infatti rimesso in libertà dopo due notti in carcere, parlando di "resipiscenza" dimostrata dall'uomo durante l'udienza di convalida del fermo. Il bengalese si è detto "dispiaciuto" per quanto accaduto, è stato "collaborativo" e, in buona sostanza, a garantire per la sua buona condotta basterebbe secondo il giudice "l'effetto deterrente cagionato dal trauma dell'arresto".
Motivazioni che hanno sconvolto e suscitato più di una perplessità. Sul caso è intervenuto il governo, con il ministro della Giustizia Carlo Nordio che nelle scorse ore ha annunciato l'invio di ispettori in Procura per fare luce sulla decisione e l'Anm che, al contrario, ha detto "no ad attacchi scomposti".
Torino, stupra una 13enne in un minimarket: il giudice lo rimette in libertà. Nordio manda gli ispettori
Sabato scorso ha violentato una bambina di 13 anni in un minimarket a Madonna di Campagna, periferia Nord di Torino. Epp...Di seguito, pubblichiamo alcuni stralci dell'ordinanza di non convalida del fermo firmata dal Giudice per le indagini preliminari di Torino. Passaggi che riletti integralmente non fanno venir meno i dubbi sulla decisione. Si è in presenza, scrive il Gip, di un "quadro gravemente indiziario a carico dell'indagato, avendo lo stesso, in modo repentino e improvviso, cercato un approccio con la persona offesa abbracciandola più volte e toccandole il seno, approfittando della minore età della ragazza di cui era consapevole" e "pochi minuti prima aveva attuato un comportamento del medesimo tenore ai danni di un'altra donna che evidenzia la difficoltà dell'indagato a contenere i suoi impulsi".
Il mancato contenimento di impulsi sessuali violenti indurrebbe a pensare alla conferma del fermo, come richiesto dai pm. Eppure secondo il giudice "le esigenze cautelari descritte possono essere fronteggiate con la misura dell'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, atta a imporre un contatto diretto e persistente con le Istituzioni, suscettibile di sensibilizzare l'indagato in merito alle violazioni delle norme commesse".
Violenza nel minimarket, interviene Meloni: "Noi andiamo avanti ma così è difficile"
"Noi andiamo avanti. Norme, uomini, mezzi, risorse. Fino in fondo. Ma così è davvero difficile. La mi...Segue la ricostruzione più dettagliata di quanto accaduto il 28 agosto scorso, con la 13enne che entra nel minimarket di via Breglio per acquistare dei succhi di frutta. Al momento di pagare, viene avvicinata dall'indagato, dipendente del negozio. L'uomo, le chiede se fosse fidanzata, la abbraccia e le chiede l'età, prima di palpeggiarle il seno.
Dopo la denuncia presentata in questura dal compagno della madre della ragazzina, gli agenti identificano il bengalese, privo di documento d'identità. Su loro richiesta l'uomo contatta un collega affinché fornisca le credenziali per visionare le telecamere nel locale, che confermano la versione della 13enne.
Torino, il bengalese libero dopo aver molestato la 13enne: "Avevo bevuto due tequila"
Sabato pomeriggio ha aggredito sessualmente una 13enne nel minimarket nel quale lavora, nel quartiere di Madonna di..."Ho sbagliato, non ho mai commesso reati, è la prima volta che mi succede e sono molto dispiaciuto per l'accaduto", ha poi detto l'uomo durante l'interrogatorio all'udienza di convalida. Nell'ordinanza il gip sottolinea inoltre che "non pare sussistano elementi specifici e concreti che inducano a ritenere sussistente il fondato pericolo di fuga dell'indagato, ravvisato nel provvedimento di fermo nella circostanza che si tratti di soggetto sprovvisto di una residenza ufficiale, dimorante in un appartamento non dallo stesso locato e dalla circostanza che sia munito di un documento valido per l'espatrio - si legge nell'ordinanza -. Ne consegue che il fermo non può essere convalidato".
"Si ritengono sussistenti nel caso di specie le esigenze cautelari" e "precisamente un concreto e attuale pericolo di commissioni di reati della stessa specie di quello per cui si procede, in ragione delle modalità di condotta, attuata ai danni di una ragazza di minore età e considerato altresì che pochi minuti prima aveva attuato un comportamento del medesimo tenore ai danni di un'altra donna che seppur di gravità contenuta evidenzia la difficoltà dell'indagato a contenere i suoi impulsi", si sottolinea nel provvedimento.
"Quanto alla scelta della misura si osserva che, a fronte dell'incensuratezza dell'indagato, del comportamento collaborativo tenuto nell'immediatezza dei fatti (essendosi lo stesso attivato per recuperare le credenziali per visionare le telecamere interne del locale), dell'effetto deterrente cagionato dal trauma dell'arresto e dalla prima esperienza detentiva e della resipiscenza dimostrata nel corso dell'interrogatorio di garanzia, le esigenze cautelari descritte possono essere fronteggiate con la misura dell'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, atta a imporre un contatto diretto e persistente con le istituzioni, suscettibile di sensibilizzare l'indagato in merito alle violazioni delle norme commesse".




