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Coronavirus, lacrime per Syria: "Non posso venire a Roma per vedere i miei genitori”

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Francesco Fredella
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“Non posso venire a Roma per vedere i miei genitori”, racconta Syria. Che piange. Sui social si sfoga. A causa dello stop per i viaggi tra regioni non può incontrare i suoi genitori. “Questo autoscatto l'ho fatto già, non per esibizionismo, ma per condividere uno stato d'animo - scrive su Instagram- perché probabilmente dal 3 giugno chi vuole raggiungere i propri familiari nel Lazio non potrà, perché giustamente dobbiamo tenere sotto controllo il livello dei contagi non possiamo abbassare la guardia! Ma io oggi sto male, piango e non mi vergogno, oggi mi sento fragile, non ho una residenza a Roma, ma a Milano, non ho scuse di lavoro per andarci e da figlia piango perché non vedo i miei da tempo, perché il tempo passa, perché devo resistere e mi mancano tantissimo tutti e sono un pò triste!”

 


Come lei tantissime altre persone si trovano nella stessa situazione, ma Syria - in questi giorni - appare abbastanza giù di morale. “Non ho contatti ravvicinati neanche con gli amici dal 25 febbraio, mi sento troppo responsabile, ho fatto il siereologico è negativo e tanto dura il tempo che dura e dovrei sistematicamente rifarlo per far si che abbia una validità perché a quanto pare bisogna giustificare il proprio stato di salute ogni settimana. Sono tanto confusa..e scusatemi lo sfogo”, conclude.

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