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Coronavirus, l'impegno di Fials per contrastare la diffusione del contagio

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Giulio Bucchi
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In poche ore quello che sembrava solo uno spauracchio è diventato realtà: anche l'Italia è ufficialmente in allerta rossa per pandemia da coronavirus. Necessita, riteniamo, un piano straordinario di assunzioni, specie medici, infermieri, operatori socio sanitari e tecnici di radiologia e siamo disponibili, in attesa, a definire, nei casi contingenti, misure organizzative negli ospedali e nei servizi territoriali anche in deroga alle disposizioni contrattuali vigenti in materia di pronta disponibilità, reperibilità e fabbisogno di personale necessario atte a fronteggiare l'attuale stato di emergenza sul territorio nazionale. Così il Segretario Generale della FIALS, Giuseppe Carbone, con una nota al Ministro della Salute Roberto Speranza. Teniamo innanzitutto a ringraziare e a complimentarci per l'eccellente lavoro di gestione dell'allarme tra i cittadini e delle misure messe in atto per il contenimento del contagio. In questo momento, in Lombardia è in atto una vera e propria maxi-emergenza connessa all'insorgenza del Coronavirus. A farne le spese in termini di rischi e ore lavorative sono medici, infermieri, tecnici di radiologia e personale di supporto, in particolare quelli impegnati nella gestione dell'emergenza/urgenza extra ospedaliera e nei vari pronto soccorso. Come FIALS, non possiamo esimerci dall'essere vicini ai professionisti sanitari che rappresentiamo. Pertanto, per espletare al meglio la nostra funzione ed essere quanto più utili alla causa, desideriamo farci promotori di un confronto per condividere linee d'indirizzo tese ad assicurare il massimo sforzo per contrastare la diffusione del contagio e, soprattutto, per sostenere chi in questo momento protegge in prima linea tutta la popolazione, mettendo anche a rischio la propria salute e quella dei propri cari. Considerato che non può escludersi il coinvolgimento di più ambiti del territorio nazionale e che sia necessario e doveroso rafforzare ulteriormente le misure fino ad ora messe in atto, ci rendiamo disponibili nel dialogo a condividere con Lei e con il Presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, le misure contingenti per evitare il diffondersi dell'epidemia. Come pure la presa di decisioni univoche a livello nazionale come gestire i casi e per la tutela della salute dei nostri professionisti. Gli operatori sanitari e socio sanitari devono necessariamente essere messi in sicurezza per poter continuare ad aiutare gli altri ed è indispensabile che le Regioni forniscano subito il previsto materiale di protezione. Come organizzazione sindacale, ci impegniamo ad offrire il massimo sostegno alle istituzioni, per fronteggiare questa emergenza nazionale. Riteniamo che sia necessario lavorare duramente e tutti insieme, contro un nemico invisibile e imprevedibile. Come Lei stesso ha dichiarato “il nostro Servizio Sanitario Nazionale è forte e saprà fronteggiare l'emergenza” grazie soprattutto ai nostri professionisti sanitari che oggi e nei prossimi giorni lavoreranno in condizioni a maggiore impatto di stress e carico di lavoro.

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