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Coronavirus, ospedale Codogno in emergenza. "Nessuno ci sta aiutando", l'allarme dell'infermiera

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L'ospedale di Codogno, comune focolaio nel lodigiano, è preso d'assalto dai contagiati da coronavirus. E gli effetti si riflettono inevitabilmente sul personale medico-sanitario entrato in contatto con i pazienti. Dopo giorni di lavoro, molti di loro -medici, infermieri e personale ospedaliero- sono in casa in quarantena. Così come un'operatrice sanitaria del pronto soccorso, intervistata da Il Fatto Quotidiano. La signora ha raccontato i suoi ultimi giorni a contatto con gli infetti e della sua quarantena in casa, iniziata giovedì ed interrotta la scorsa domenica per effettuare il tampone in ospedale. Lei, "venuta a contatto con almeno tre pazienti", ha descritto nei dettagli la situazione caotica in cui versa l'ospedale lodigiano. Per approfondire leggi anche: Coronavirus, Gallera contro Conte. "Regione Lombardia ha recuperato 100mila tamponi, da sola" Risultata negativa al tampone di domenica, la signora non ha esaurito le preoccupazioni, dato che l'ospedale di Lodi ha richiamato in servizio "gli operatori con storia di possibile contatto stretto, asintomatici e con test negativo". Così, parte del personale medico non potrà rispettare i consueti 14 giorni di quarantena, e dovrà tornare a contatto con i pazienti, aumentando il rischio di infettarsi. Secondo l'operatrice intervistata, il richiamo è dovuto alla mancanza di personale dettata dai turni di quarantena di decine di colleghi. "La struttura è in emergenza perché ci sono reparti aperti con infermieri che lavorano senza sosta da 5 giorni": questa è la situazione insostenibile nel centro ospedaliero di Codogno. "Nessuno ci sta aiutando", conclude la signora con un appello indirizzato direttamente ai palazzi romani del Ministero della sanità.

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