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Sardine e Bonaccini, a sinistra si parla tanto e si spende poco: gli ultimi dati delle raccolte fondi

di Gabriele Gallucciogiovedì 9 gennaio 2020
2' di lettura

Le Sardine si preparano all'evento bolognese del 19 gennaio, quando ad una settimana dal voto metteranno in piedi addirittura un concerto per provare ad arrestare l'avanzata del centrodestra in Emilia Romagna. Mattia Santori e compagni hanno raggiunto agilmente l'obiettivo dei 50mila euro necessari per coprire le spese organizzative. Anzi, sono arrivati a quota 65mila e hanno a disposizione altri 10 giorni per la raccolta fondi. Per approfondire leggi anche: "Bella ciao e antifascismo, poco più del vuoto" Il Tempo fa però notare che, in relazione alle decine di migliaia di Sardine scese nelle piazze italiane, le donazioni non sono poi state così tante, soprattutto a livello numerico: solo in 2790 hanno versato una somma per la causa. "Quando si tratta di mettere mano al portafoglio - scrive Filippo Caleri - le Sardine per finanziare gli eventi risultano abbastanza tirate, tirchie insomma. Più che Sardine, tanto per restare nella terminologia zoologica, si dimostrano un po' pidocchi, ovvero poco generosi nel finanziare la causa". La conferma del fatto che a sinistra si parli tanto ma si spenda poco arriva anche dalla colletta pubblica di Stefano Bonaccini, che lo scorso 3 gennaio ha aperto una raccolta fondi per finanziare la campagna elettorale contro Lucia Borgonzoni. Finora il presidente regionale uscente ha raccolto poco più di 10mila euro, ma ha tempo per recuperare dato che il crowdfunding durerà altri 20 giorni. I suoi sostenitori hanno versato mediamente tra i 5 e i 10 euro, niente a che vedere con i 50 richiesti per acquistare 100 bandiere, i 100 per un banchetto di propaganda ed i 150 per finanziare le spese pubblicitarie sui social. Nel video le 49 Sardine di Milano cantano Bella ciao. Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev