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Coronavirus, batosta per Nicola Zingaretti: Rsa allo stremo, in sole 48 ore almeno 100 i nuovi casi

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"Servono sicurezza, controlli e norme più stringenti". Queste le parole del consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, Loreto Marcelli dopo le drammatiche immagini delle strutture per anziani del Lazio. Da giorni infatti aumentano sempre più i contagi da coronavirus nella Regione di Nicola Zingaretti e con questi anche i cluster nelle Rsa. Solo nella giornata del 2 novembre sono stati almeno cinque i focolai attivi: la Asl Roma 4 ha segnalato un caso relativo alla Rsa Gonzaga di Ladispoli, dove è in corso un'indagine epidemiologica, mentre la Asl Roma 5 ha comunicato che è in corso un'indagine presso la Rsa Regina Pacis di Colleferro, provincia di Roma. Infine, sempre nel bollettino diffuso oggi dalla Regione Lazio la Asl Roma 6 segnala 12 casi collegati al cluster dell'Istituto Suore del Buon Pastore di Albano Laziale. Non solo, perché ieri, 5 ottobre, la Asl Roma 4 ha segnalato 19 casi alla Rsa Villa Grenga di Campagnano Romano e la Asl di Latina, che ha segnalato 16 casi con collegamento al cluster della Rsa Icot di Cori. E ancora la Asl di Frosinone aveva segnalato 36 casi alla casa di riposo Diaconia a Veroli e 24 casi con link alla Rsa Santa Elisabetta di Fiuggi.

"Fino a quando non sarà chiaro a tutti che la sanità privata deve essere di supporto a quella pubblica, non ne usciremo", conclude il grillino. Peccato però che la gestione pandemia nella Regione governata dal segretario dem non sia delle migliori. A dimostrarlo i nuovi casi, schizzati - seppur in sordina - durante la seconda ondata. Non solo, perché proprio in queste ore il numero uno del Pd è stato preso di mira su Instagram. Qui Zingaretti ha condiviso un post dalla scritta "lottiamo uniti, ce la faremo". Post che però è stato preso d'assalto: "Il nemico sei tu, non il virus. Vergognatevi, andatevene", scrive un utente, mentre un altro gli fa eco: "Grazie a quello che fate: nulla". E c'è addirittura chi pensa già alle elezioni, dove "il Pd prenderà il 10 per cento", e chi invoca la chiusura dei porti: "Ce la faremo a chiuderci in casa, ma porti aperti e tamponi agli extracomunitari". Insomma, sembra che l'operato dem non piaccia proprio a nessuno.

Intanto da Torino arriva l'appello del Nursind, il sindacato delle professioni infermieristiche che invoca aiuto: "Pazienti Covid per terra, percorsi sporchi puliti riadattati dal personale, lavori mai fatti, territorio inesistente e assunzioni che dovevano arrivare prima. Ecco le drammatiche condizioni della sanità Piemontese. Non abbiamo più parole". E il governo cosa fa? Fino ad ora ben poco.

 

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