Sono 15.267 i contagi da Covid, con 354 morti: i dati del bollettino del 15 marzo diramato dalla Protezione Civile portano a 102.499 il totale dei decessi dall'inizio dell'epidemia, un anno fa. Rispetto a domenica calano i contagi (erano stati 21.315) ma aumentano le vittime (erano 264), ma il raffronto più pertinente, considerando il numero di tamponi processati nel weekend, è sul bollettino di lunedì scorso, 8 marzo, quando i morti erano stati 318 e i contagiati 13.092. Entrambe le voci, dunque, segnano un aumento.
Come in ogni bollettino del lunedì, risultano eseguiti meno tamponi (179.015), ma con un tasso di positività molto alto e in salita, all'8,5%, ma come fanno notare anche le autorità dell'Emilia Romagna il dato non è indicativo della media effettiva. Nel frattempo però aumentano ancora le terapie intensive (+75) e i ricoveri (+820), e come sempre sono queste le due voci più inquietanti, perché indicano la "qualità" del contagio e l'effettiva incidenza dei sintomatici sugli infetti totali e soprattutto l'impatto sul sistema sanitario nazionale. Per capire l'effetto della zona rossa estesa a quasi tutto il territorio italiano dall'ultimo decreto Draghi, con lockdown di fatto in molte regioni, occorrerà aspettare ancora qualche giorno. La speranza del governo, come per la prima ondata, è che limitando la circolazione delle persone (anche e soprattutto alle scuole chiuse e alla didattica a distanza) si limiti anche quella del virus.




