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Forlì, lascia l'eredità all'amico? Le "roffie" fanno saltare tutto

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giovedì 22 gennaio 2026
Forlì, lascia l'eredità all'amico? Le "roffie" fanno saltare tutto

2' di lettura

Lascia la sua eredità a un amico, ma una parola importante scritta nel testamento risulta incomprensibile. E così tutto finisce ai fratelli dell'uomo. Lo riporta il Corriere della Sera. È successo nella provincia di Forlì, dove un 80enne, di professione agricoltore, morto nel 2015, avrebbe lasciato un testamento olografo di difficile interpretazione. Nella prima parte, lasciava al suo migliore amico il suo cane e una casa con un piccolo terreno antistante, a patto che si ricordasse di portare i fiori sulla tomba della moglie, defunta da tempo.

A un certo punto, il testo sarebbe diventato difficile da comprendere: "Dopo la mia morte tutte le mie roffie vanno al mio amico", avrebbe scritto. Tra i suoi altri possedimenti c'erano un grosso appezzamento di terreno in provincia di Rimini e circa 110 mila euro in contanti depositati in banca. L'uomo non aveva figli ed era vedovo. E, secondo la legge italiana, nel caso in cui il testamento non sia chiaro, sono i parenti più prossimi gli eredi naturali. Nel caso dell'agricoltore due fratelli, con cui però pare non fosse in buoni rapporti. 

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Sul caso si sono espressi i giudici bolognesi, secondo cui il termine "roffia" è un sostantivo arcaico utilizzato raramente con il significato di "spuntatura di pelli conciate; quindi, scoria, rifiuto". Dunque nella sentenza, arrivata dopo due gradi di giudizio, si legge: "Esso, dunque, non può essere inteso nel senso di tutte le mie robe o tutti i miei ulteriori beni, dal momento che, così interpretandolo, si andrebbe ad attribuire alla locuzione un significato opposto rispetto a quello suo proprio, che indica cose di poco conto; mentre, nell’asse ereditario sono presenti beni di valore rilevante, quali un fabbricato con terreni siti a Sant’Agata Feltria e un patrimonio mobiliare di circa 106.450,09 euro presso la banca". 

I beni dell'uomo, quindi, andranno di diritto ai fratelli. "Appare maggiormente verosimile che il testatore abbia voluto lasciare all’amico a titolo di legato la casa di Forlì e altre sue cose di scarso valore, come ad esempio le suppellettili presenti nella sua abitazione", si legge ancora nella sentenza. 

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