Libero logo

Scuola, la sinistra inventa liste di proscrizione anti prof

lunedì 26 gennaio 2026
Scuola, la sinistra inventa liste di proscrizione anti prof

2' di lettura

«Tempo fa abbiamo dato vita ad una campagna nazionale intitolata “La scuola è nostra” per creare un report sulla situazione delle scuole in tutta Italia» ha spiegato Riccardo Ponzio, presidente di Azione studentesca, legato a Gioventù Nazionale, organizzazione giovanile di Fratelli d’Italia, «all’interno della campagna c’è un Qr code che rimanda a un forum Google al cui interno ci sono varie domande, relative alle gite, all’edilizia e a varie problematiche che si riscontrano nei nostri istituti scolastici.

In una si chiede «hai assistito a casi in cui durante l’orario di lezione è stata fatta propaganda politica da professori di sinistra? Descrivi uno dei casi più eclatanti». Se il ragazzo risponde sì, si chiede di specificare meglio il caso ma non chiediamo nomi, né criminalizziamo alcuno o facciamo liste di proscrizione come è stato detto strumentalizzando e falsificando l’iniziativa. Trovo molto più scandaloso che qualcuno pensi di poter influenzare i ragazzi, peraltro i casi di propaganda nelle scuole ci sono ogni giorno». La polemica nasce ed è stata sollevata dalla Rete degli studenti medi che in un volantino ha messo una “X” sulla bocca del ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, e che parla di intimidazioni schedature. «Io» ha proseguito il presidente di Azione studentesca, «trovo molto più grave mettere una X sulla bocca del ministro che fare un’iniziativa per capire se c’è propaganda dentro le scuole.

Pina Picierno, scossone al Pd: "Montanari, cattedra in fuffologia. Schlein che dice?"

Chi comanda nel Partito democratico? La segretaria Elly Schlein o Tomaso Montanari? Lo si capirà molto presto, vi...

La verità è che secca il fatto che Azione studentesca sia diventata maggioritaria nelle scuole, se ne facessero una ragione» ha concluso Ponzio. «L’obiettivo di questi giovani» ha accusato Elisabetta Piccolotti di Avs che ha già annunciato un’interrogazione parlamentare, «non è impedire la propaganda politica, che nessuno ha mai fatto in classe, ma far intendere ai docenti che di loro bisogna aver paura, perché hanno il potere di segnalare al ministero di Valditara, in maniera del tutto arbitraria ed essendo presi in considerazione, quegli insegnanti che osano parlare in classe di temi come l’immigrazione, il cambiamento climatico o l’educazione sessuo-affettiva. Pensano che chi non la pensa come loro debba essere ammonito, limitato, esposto al pubblico ludibrio, sanzionato. Tutto questo é già accaduto nella storia del Paese, durante il ventennio».

Irene Manzi e Cecilia D’Elia, capogruppo Pd in Commissione Istruzione di Camera e Senato hanno preannunciato anche loro una interrogazione e chiedono al Governo di «esprimere fermamente la propria condanna verso questo tipp di azioni». Anche per Antonio Caso (M5S) «quanto è emerso in queste ore è gravissimo e profondamente preoccupante. Iniziative che invitano a “segnalare” docenti sulla base di presunte appartenenze ideologiche rischiano di creare nelle scuole un clima di sospetto, intimidazione e contrapposizione che nulla ha a che vedere con la funzione educativa della scuola pubblica».

Montanari chiede a Schlein di epurare i riformisti

«Viviamo un clima irrespirabile», con «alcuni che si arrogano il diritto di schernire, ridicolizzare&...