Surreale comunicato dell’Anpi, che ieri sui social network ha esultato dopo la sentenza del Tar del Lazio, che in realtà ha dato torto alla proposta della sinistra di rinviare il voto fissato per il 22 e 23 marzo. L’associazione partigiana esulta così, ribaltando la situazione: «Il Tar ha confermato la data del referendum il 22 e 23 marzo. Grazie alle firme raccolte è stato sventato il tentativo del governo di anticipare il voto ai primi di marzo. Hanno firmato più di 546mila cittadini, una straordinaria prova di consapevolezza e di partecipazione». In realtà, l’iniziativa aveva l’obiettivo di far slittare ad aprile o maggio l’appuntamento con le urne e allungare la campagna referendaria, nella speranza di guadagnare tempo per ribaltare i pronostici, oggi favorevoli al Sì.




