Il cerchio si stringe e i sospetti degli inquirenti sul giallo di Pietracatella ricadono su due donne. A suscitare dubbi la scoperta di alcune chat con al centro proprio la ricina, il veleno a cui Antonella Di Ielsi e la figlia Sara Di Vita sono risultate positive. Già qualche settimana fa emerse la notizia dell'esistenza di alcune ricerche web "mirate" sulla ricina che sarebbero state fatte da un istituto superiore di un paesino non lontano da Pietracatella. Nelle chat del forum, gli inquirenti hanno trovato decine di chat sul tema ricina andate avanti per mesi. In particolare a catturare l'attenzione sono stati due profili, due nickname.
Secondo quanto riportato dall'agenzia Dire, durante l’estate scorsa, un utente chiede alla community "come avvelenare un insegnante". Dice che fa queste domande per la "trama di un romanzo" a cui starebbe lavorando. La cosa però non convince e alcuni utenti del forum segnalano la domanda e il nickname. Da qui la sparizione dell'utente anonimo per spostarsi su un altro forum. E anche qui? "Sto cercando di capire se la vittima finirebbe il pasto o sputerebbe tutto al primo boccone dal sapore troppo amaro. È importante per la trama del romanzo".
Ricina, una clamorosa svolta: 5 interrogati, chi è entrato in caserma
In Questura a Campobasso, nell’ambito delle indagini sul giallo di Pietracatella, la Squadra Mobile ha condotto un...Tra le informazioni chieste c’è anche "se esiste qualcosa che agisca sul sistema nervoso centrale in modo da impedire anche un solo grido. Qualcosa che sembri solo un collasso improvviso". Al momento la pista familiare è quella privilegiata. Negli ultimi giorni gli interrogatori della Squadra Mobile a numerosi testimoni si sono concentrati sui parenti delle famiglie Di Vita e Di Ielsi. Delle 4-5 persone sospettate, due sono particolarmente attenzionate.




