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Ricina, una clamorosa svolta: 5 interrogati, chi è entrato in caserma

martedì 12 maggio 2026
Ricina, una clamorosa svolta: 5 interrogati, chi è entrato in caserma

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In Questura a Campobasso, nell’ambito delle indagini sul giallo di Pietracatella, la Squadra Mobile ha condotto una nuova tornata di interrogatori. Gli investigatori hanno sentito diversi testimoni, concentrando l’attenzione sulla famiglia di Antonella Di Ielsi, la donna deceduta insieme alla figlia Sara dopo essere state avvelenate con la ricina. In particolare, sono stati ascoltati cinque parenti della vittima, tra cui il fratello.

Alcuni di loro erano già stati interrogati nei giorni immediatamente successivi alla tragedia.L’avvocato Vittorino Facciolla, legale della famiglia Di Vita (marito e padre delle due vittime), è intervenuto per commentare le indiscrezioni emerse. Ha escluso categoricamente l’esistenza di gravi litigi o tensioni familiari tali da spiegare il duplice omicidio. "Normali litigi, anzi meno dei normali litigi", ha dichiarato all’ANSA. Secondo il legale, né Gianni Di Vita, né Alice, né gli altri familiari stretti riescono a spiegarsi cosa possa aver scatenato una simile tragedia. L’assenza di motivi evidenti e forti dissidi preoccupa ulteriormente, perché rende più difficile individuare un possibile movente.

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Facciolla ha affrontato anche il tema del telefono di Gianni Di Vita, l’unico della famiglia non sequestrato dagli inquirenti. Il legale ha precisato che il cellulare è comunque a completa disposizione della Procura e non è stato in alcun modo alterato, circostanza verificabile tramite la Polizia Scientifica. La famiglia ha sempre collaborato con le indagini.Infine, l’avvocato ha spiegato il recente cambio di residenza: Gianni e la figlia Alice si sono temporaneamente trasferiti a Campobasso. La decisione è stata dettata da motivi pratici e di serenità: Alice deve sostenere gli esami di maturità classica il prossimo mese e, a Pietracatella, la famiglia era sottoposta a una forte pressione mediatica che rendeva impossibile condurre una vita normale. Il trasferimento è quindi considerato temporaneo, almeno fino al termine degli esami.

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