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Islam, com'è ridotta Livorno: moschee, bimbe velate e minacce di morte

di Massimo Sanvitomartedì 16 giugno 2026
Islam, com'è ridotta Livorno: moschee, bimbe velate e minacce di morte

3' di lettura

Ci sono bambine dai cinque anni in su, coi capelli coperti dal velo o addirittura avvolte in burqa neri che concedono loro solo una fessura all’altezza degli occhi. Leggono il Corano e pregano sedute su tappeti rossi. Filmati che arrivano dall’Uganda e fanno proseliti a Livorno. Nella rossa, anzi rossissima, Livorno. Condivisi dalla moschea cittadina, dove le donne pregano separate dagli uomini e dove vanno per la maggiore le idee di Badr Nader Al-Mashari, il predicatore sunnita molto in voga sui social che nel luglio del 2023 era stato arrestato in Arabia per aver criticato il governo saudita per il patrocinio di concerti ed eventi a suo dire contrari alle norme religiose. Sia chiaro: al momento non c’è alcun legame tra la vergogna fondamentalista del “o ti metti il burqa o ti ammazziamo” detto da un’adulta a una dodicenne al parco e i luoghi istituzionali della comunità islamica livornese. C’è però - come anche messo a verbale dalla mamma della ragazzina minacciata di morte - un oscurantismo che aleggia tra i bengalesi del capoluogo toscano. «Fa parte di un gruppo impegnato a promuovere una rigorosa osservanza dei precetti religiosi tra i connazionali. Non è stato un episodio isolato, ma l’ultimo di una serie di approcci rivolti a mia figlia», ha messo per iscritto la donna in Questura.

LE ASSOCIAZIONI
A Livorno esistono due realtà ufficiali. L’“Associazione Bangladesh Livorno”, nata nel 2019, con l’obiettivo di «promuovere l’integrazione, il dialogo e la conoscenza reciproca tra la comunità bengalese e tutta la cittadinanza livornese». E l’“Associazione Comunità del Bangladesh (Abc) che fa capo a Polas Shabuk, il già consigliere aggiunto delle comunità straniere in Consiglio comunale che lo scorso inverno è stato accusato di violenza sessuale da parte di una donna («Una ritorsione nei miei confronti», si è difeso lui). Le due sigle non vanno d’amore e d’accordo. Tutt’altro: proprio la scelta di Shabuk di entrare in politica aveva prodotto la scissione. Nell’estate del 2022, l’associazione di quest’ultimo, grazie a una raccolta fondi tra gli associati, ha acquistato uno spazio in città per ospitare la sede di un Centro di cultura islamica «per lo studio e le attività integrative ai corsi scolastici».

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Tornando alle questioni più prettamente religiose, nei mesi scorsi l’Istituto culturale islamico onlus Livorno - ovvero i gestori dell’unico luogo di culto autorizzato in città - ha fatto un’offerta per una grande area dismessa vicino al porto: 2mila metri quadri di piazzale più 1.800 di capannoni. Come raccontato dal Tirreno, il progetto presentato dai responsabili prevede «un’area sportiva polivalente, attività per donne e bambini, corsi di arabo e di italiano, una mensa». L’obiettivo è anche quello di trasferire qui la moschea di cui sopra. I rappresentanti dell’Istituto hanno già incontrato l’amministrazione comunale, a dimostrazione di come le interlocuzioni siano già avviate. Ma non è tutto. Sul finire del 2025 si era anche parlato dell’interesse della comunità musulmana di Livorno ad acquistare il decadente Tempio degli Olandesi per trasformarlo in moschea.

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POLEMICA POLITICA
Intanto, riguardo le minacce di morte alla 12enne colpevole di stare all’aperto senza il velo islamico a soffocarla, non si ferma la polemica politica. «Questo gravissimo episodio è la dimostrazione plastica e inconfutabile del totale fallimento del modello di integrazione sbandierato dalla sinistra. Per anni ci hanno propinato la favola del multiculturalismo felice, ma la realtà si sta rivelando un incubo: ci troviamo di fronte a chi pretende di applicare codici medievali nel nostro territorio», spiega Marcella Amadio, consigliere regionale di Fdi e capogruppo in Consiglio comunale a Livorno. «Piena solidarietà alla bambina e alla sua famiglia, che ha avuto il coraggio di denunciare», attaccano l’europarlamentare della Lega Susanna Ceccardi e il segretario provinciale livornese Carlo Ghiozzi. Dal sindaco (Luca Salvetti del centrosinistra) in giù nessuno ha proferito verbo.